Stai cercando un’escursione che ti faccia fare un vero tuffo nel passato? La passeggiata in Val Codera, con partenza da Novate Mezzola, è la scelta perfetta. Siamo all’inizio dellaprovincia di Sondrio, a poco più di un’ora e mezza da Bergamo e Milano lungo la SS36 — eppure, una volta imboccata la mulattiera, sembra di entrare in un’altra epoca.
Dati tecnici dell’escursione
| Parametro | Dettaglio |
| 📍Punto di partenza | Novate Mezzola – Parcheggio Via Mezzola / Castello (316 m) |
| 🏁Punto di arrivo | Borgo storico di Codera (980 m) |
| ⏱️Tempo di cammino | 2h 30m solo salita (~5h 00m A/R, soste escluse) |
| 📏Lunghezza | 15 km circa (A/R) |
| 📈Dislivello | ~664 m (circa 700 m effettivi con i saliscendi) — nota: alcune guide della zona riportano fino a 800-900 m, probabilmente calcolando il dislivello cumulato sull’intero saliscendi del percorso |
| 🗺️Sentiero CAI | Tracciato storico Novate – Codera (Sentiero Roma / SV) |
| 🥾Difficoltà | E (Escursionistico – Salita gradinata iniziale e sviluppo importante) |
| 🍲Piatto Consigliato | Pizzoccheri della Valchiavenna – Taglieri |
| 🐕Cani ammessi | Sì (consigliata scorta d’acqua nei tratti battuti dal sole) |
| 🥾Indice di Fatica | 3.5/5 (Ripida gradinata iniziale e lungo sviluppo chilometrico) |
| 🍲Indice Golosità | 4/5 (Le storica Osteria Stella Alpina offre una cucina memorabile) |
| 📸Panorami per la Foto | 4.0/5 (Scorci selvaggi sul Lago di Mezzola e sulla granitea Val Codera) |
Nota sul percorso: la risalita della Val Codera è uno dei trekking storici più affascinanti della Lombardia, celebre per la lunga scalinata iniziale scolpita nel granito e per l’assenza di strade rotabili che colleghino il paese al fondovalle. Nonostante la quota massima contenuta, i 15 km complessivi e la presenza costante di gradini richiedono gambe allenate.
Dove Parcheggiare
Per la passeggiata in Val Codera, imposta il navigatore su Novate Mezzola e segui via Lungo Codera DX. Da lì troverai facilmente i cartelli che indicano la direzione per la valle.

Al termine della strada c’è un parcheggio con una capienza di circa trenta auto. Si riempie rapidamente: noi siamo arrivati alle 8:30 e il parcheggio era già completo. Se arrivi più tardi, inizia a cercare parcheggio lungo la strada, oppure valuta di arrivare in treno (la stazione di Novate Mezzola è sulla linea Colico-Chiavenna, a circa un quarto d’ora a piedi dall’attacco del sentiero).

Percorso verso Codera e difficoltà in salita
Se hai trovato parcheggio nella parte alta di Novate Mezzola, imbocca la scalinata per iniziare il tuo trekking verso la Val Codera. Se invece hai parcheggiato più in basso, dirigiti verso il parcheggio principale per cominciare da lì il tuo percorso.
✅ Consiglio pratico: se devi fare rifornimento di acqua, riempi la borraccia qui alla partenza. Quando l’ho percorso io, a maggio 2024, lungo il tragitto non c’erano fontanelle funzionanti.
Il percorso verso Codera parte subito forte e sale in maniera decisa, con gradoni che rendono la salita piuttosto impegnativa fin dai primi minuti.

La fatica viene presto ripagata: dopo poco comincia a vedersi, sulla destra, il Lago di Mezzola, che ha un fascino tutto suo.

Durante l’ascesa si incontrano vari cartelli che invitano alla prudenza, ma a parte queste precauzioni il percorso non presenta difficoltà tecniche significative. Il sentiero a gradoni non abbandona per quasi un’ora e mezza, portando progressivamente in quota.

La nostra salita prosegue ammirando il paesaggio e fermandoci a fare qualche foto.

Il sentiero a gradoni non ci abbandona per quasi un’ora e mezza e ci porterà in quota.

Dopo circa un’ora e mezza si arriva in uno spiazzo con una chiesetta sulla sinistra, dove ci si può fermare a riprendere fiato ammirando il paesaggio. C’è una fontanella, ma al nostro passaggio non funzionava.

Dopo un’altra quindicina di minuti si raggiunge Avedée, di fronte a una vallata che si apre improvvisamente. Da qui, dopo un breve tratto in falso piano, si comincia a scendere: sulla sinistra si notano alcune “gallerie”, proprio quelle da percorrere per entrare in Val Codera.
Una cosa che colpisce lungo la salita è la presenza di moltissimi castagni, alcuni davvero imponenti — gli stessi che caratterizzano poi diversi piatti che si trovano a Codera.

Ed eccoci arrivati: si intravede il campanile del paese, e dopo un’altra oretta di saliscendi si è finalmente a Codera.

Il paesino è pittoresco e riporta indietro nel tempo, con diversi mini-musei da visitare che raccontano la sua storia.
Un tuffo nella storia: La magia senza strade della Val Codera
C’è un dettaglio che rende la Val Codera un luogo unico in tutta la Lombardia: è uno degli ultimi paesi abitati tutto l’anno a non averealcuna strada asfaltatache lo colleghi al fondovalle. Qui le auto non esistono. Tutto ciò che arriva in paese risale lungo la secolare scalinata in granito scolpita con pazienza nella roccia, oppure tramite teleferica ed elicottero per i carichi più pesanti.
Questa resistenza all’isolamento ha radici antiche. Per secoli la valle ha vissuto del lavoro duro dei suoi abitanti, in particolare degli abili scalpellini rinomati per la lavorazione del pregiato granito di Sanfedelino, e di una comunità montana autosufficiente e legata a doppio filo alle proprie radici.
Camminare oggi verso Codera non è un semplice esercizio fisico: significa percorrere una mulattiera intrisa di storia, un vero viaggio a ritroso nel tempo dove ogni gradino racconta la tenacia e il rispetto dell’uomo per la montagna.

Percorso verso Codera e difficoltà in salita
Se hai trovato parcheggio nella parte alta di Novate Mezzola, imbocca subito la scalinata per iniziare il trekking. Se invece hai parcheggiato più in basso, dirigiti verso il parcheggio principale per cominciare da lì.
✅ Consiglio pratico: se devi fare rifornimento di acqua, riempi la borraccia qui alla partenza. Quando l’ho percorso io, a maggio 2024, lungo il tragitto non c’erano fontanelle funzionanti.
Il percorso verso Codera parte subito forte e sale in maniera decisa, con gradoni che rendono la salita piuttosto impegnativa fin dai primi minuti. La fatica viene presto ripagata: dopo poco comincia a vedersi, sulla destra, il Lago di Mezzola, che ha un fascino tutto suo.
Durante l’ascesa si incontrano vari cartelli che invitano alla prudenza, ma a parte queste precauzioni il percorso non presenta difficoltà tecniche significative. Il sentiero a gradoni non abbandona per quasi un’ora e mezza, portando progressivamente in quota.
Dopo circa un’ora e mezza si arriva in uno spiazzo con una chiesetta sulla sinistra, dove ci si può fermare a riprendere fiato ammirando il paesaggio. C’è una fontanella, ma al nostro passaggio non funzionava.
Dopo un’altra quindicina di minuti si raggiunge Avedée, di fronte a una vallata che si apre improvvisamente. Da qui, dopo un breve tratto in falso piano, si comincia a scendere: sulla sinistra si notano alcune “gallerie”, proprio quelle da percorrere per entrare in Val Codera.
Una cosa che colpisce lungo la salita è la presenza di moltissimi castagni, alcuni davvero imponenti — gli stessi che caratterizzano poi diversi piatti che si trovano a Codera.
Ed eccoci arrivati: si intravede il campanile del paese, e dopo un’altra oretta di saliscendi si è finalmente a Codera. Il paesino è pittoresco e riporta indietro nel tempo, con diversi mini-musei da visitare che raccontano la sua storia.
Un tuffo nella storia: la magia senza strade della Val Codera
C’è un dettaglio che rende la Val Codera un luogo unico in tutta la Lombardia: è uno degli ultimi paesi abitati tutto l’anno a non avere alcuna strada asfaltata che lo colleghi al fondovalle. Qui le auto non esistono. Tutto ciò che arriva in paese risale lungo la secolare scalinata in granito, oppure tramite teleferica o elicottero per i carichi più pesanti.
Questa resistenza all’isolamento ha radici antiche. Per secoli la valle ha vissuto del lavoro duro dei suoi abitanti, in particolare degli abili scalpellini rinomati per la lavorazione del pregiato granito di Sanfedelino, e di una comunità montana autosufficiente e legata a doppio filo alle proprie radici.
Camminare oggi verso Codera non è un semplice esercizio fisico: significa percorrere una mulattiera intrisa di storia, un vero viaggio a ritroso nel tempo dove ogni gradino racconta la tenacia e il rispetto dell’uomo per la montagna.
Per chi vuole allungare: il Sentiero del Tracciolino e il Sentiero Roma
Chi arriva a Codera con ancora gambe ed entusiasmo ha due possibilità per allungare l’esperienza, entrambe ben note tra chi frequenta questa valle.
Il Sentiero del Tracciolino: dal ponte di pietra sopra il torrente Codera, poco prima del borgo, si può deviare verso San Giorgio e imboccare questo percorso suggestivo, scavato nella roccia lungo il tracciato di una vecchia ferrovia industriale mai completata, costruita negli anni ’30 per collegare la Val Codera alla Val dei Ratti. Attraversa diverse gallerie fino alla casa dei guardiani della diga di Moledana, con discesa finale da Verceia.
⚠️ Attenzione: al momento risulta una riapertura solo parziale del Tracciolino (dal 13 luglio 2026), con deviazione obbligatoria al bivio per San Giorgio tramite il sentiero del Revelaso fino a Cola. Il tratto tra Cola e Cii resta chiuso. Prima di includerlo nel vostro itinerario, verificate sempre le ordinanze aggiornate delComune di Novate Mezzola.
Il Sentiero Roma: Codera è anche la prima tappa di questa celebre Alta Via alpina, una delle più classiche delle Alpi, che prosegue verso il Rifugio Brasca, il Gianetti, il Bonacossa e l’Omio, fino al Pizzo Badile e al Pizzo Cengalo al confine con la Svizzera. È un percorso di più giorni, impegnativo e da affrontare solo con una preparazione adeguata — ma sapere che parte proprio da qui rende la camminata verso Codera ancora più suggestiva, come l’inizio di qualcosa di più grande.
Dove Mangiare
Per questa passeggiata non potete non fermarvi a mangiare alRistorante Stella Alpina, il posto è davvero carino e si mangia molto bene, noi abbiamo provato i pizzoccheri della Valchiavenna e i ravioli con ripieno di castagna entrambi meritevoli di nota.
I dolci erano così deliziosi che mi sono lasciato trasportare e ho dimenticato di fotografarli.









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FAQ – Domande frequenti sull’escursione in Val Codera
Quanto tempo ci vuole per salire a Codera da Novate Mezzola?
La salita richiede circa 2 ore e mezza di cammino continuo per coprire i quasi 700 metri di dislivello e la celebre scalinata iniziale. Calcolando il rientro dallo stesso percorso, la durata totale del giro ad anello/andata e ritorno è di circa 5 ore (soste escluse).
Si può raggiungere il paese di Codera in auto?
No, Codera è uno dei pochissimi borghi abitati tutto l’anno a non essere raggiunto da alcuna strada rotabile. Si può arrivare esclusivamente a piedi lungo la mulattiera storica oppure in elicottero (utilizzato principalmente dai residenti per il trasporto di merci e rifornimenti).
Dove si lascia la macchina prima di iniziare la salita?
Il punto di partenza si trova a Novate Mezzola (SO), in zona Via Mezzola / Lungo Codera DX. Nelle immediate vicinanze dell’imbocco del sentiero sono presenti aree di sosta e parcheggi dove lasciare l’auto prima di iniziare i gradini.
Cos’è il Sentiero Roma e parte davvero da qui?
Sì, Codera è la prima tappa di questa celebre Alta Via alpina, che prosegue per più giorni fino al Pizzo Badile e al Pizzo Cengalo. È un percorso impegnativo e da affrontare solo con preparazione ed equipaggiamento adeguati, ma il solo saperlo rende la camminata verso Codera ancora più speciale.
C’è acqua potabile lungo il percorso?
Le fontanelle segnalate lungo il tragitto non sempre risultano funzionanti: meglio riempire la borraccia a Novate Mezzola prima di partire.
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