Scarpe e scarponi da trekking: test sul campo e guida alla scelta

Una scarpa sbagliata la scopri sempre dopo un’ora o più, mai prima. Lascelta dell’attrezzaturaper affrontare il nostro trekking è fondamentale. Ecco che magari a metà della nostra camminanta: il tallone balla, le dita che sbattono in discesa, la suola che perde grip sul primo traverso di roccia bagnata. Tra tutto l’equipaggiamento da montagna, le scarpe sono il pezzo dove il risparmio — o la scelta sbagliata — si paga più caro. Non in soldi: in vesciche, unghie nere, caviglie storte.

In questa guida voglio metttere insieme quello che ho imparato provando modelli alti, medi e bassi su terreni diversi: come cambiano materiali e suole, e soprattutto come scegliere in base al sentiero che fai davvero — non a quello che vorresti fare.

1. Le tre famiglie di calzatura, e quale ti serve

Le basse (low cut, trail e fast hiking)

Sono leggere, si piegano col piede, traspirano bene. La caviglia resta completamente libera, il che le rende comode per camminare veloce.

Attenzione vanno bene per uscite estive in giornata, su sentieri ben segnati, con zaino leggero sulle spalle.Il limite si vede sui ghiaioni:senza protezione laterale, e con carichi pesanti, cominciano a scoprire i loro limiti.

Le medie (mid cut, le classiche pedule)

Sono il compromesso che funziona per la maggior parte delle uscite in montagna. Il malleolo è protetto dai sassi, ma il piede rulla ancora abbastanza liberamente da non affaticarti in modo innaturale.

Sono la scelta giusta per trekking di più giorni, sentieri di media montagna con fondo sconnesso, zaini tra 7 e 12 kg. Traspirano un po’ meno delle basse e pesano qualcosa in più — ma è il prezzo della protezione.

Le alte e strutturate (high cut)

Tomaia rigida, spesso in pelle o tessuto anti-abrasione, fascione in gomma che gira tutto intorno alla scarpa. Sono pensate per l’alta via, il fuori sentiero, i ghiaioni, i traversi su neve, i tratti attrezzati — e per gli zaini davvero pesanti.

Su sterrato piatto o su asfalto, però, si sentono. Sono ingombranti e rigide dove non servirebbe esserlo: non sono scarpe da tutti i giorni.

2. Tre cose tecniche che contano più del marchio sulla scatola

La suola.Non tutte le mescole si comportano allo stesso modo. Una gomma morbida aderisce meglio sulla roccia bagnata, ma si consuma in fretta. Una mescola dura di contro dura anni, ma sui rami umidi o sulle radici scivola di più. Cerca tasselli profondi e ben distanziati: scaricano il fango da soli, senza che tu debba fermarti a pulire la suola ogni due minuti.

La membrana.Il Gore-Tex (o membrane simili) fa la differenza d’inverno, sull’erba bagnata al mattino, sui sentieri fangosi. Ma se cammini solo d’estate, su terreno asciutto, una scarpa senza membrana traspira molto meglio — e se si bagna, asciuga anche più in fretta. La scarpa impermeabile non è sempre la scelta migliore: dipende da dove e quando cammini.

La rigidità.Più il terreno è ripido e sconnesso, più serve una suola che non si pieghi sotto il peso del corpo. Su un sentiero facile e pianeggiante, invece, una suola flessibile ti stanca meno il polpaccio nel lungo periodo. Anche qui, non esiste la scarpa “migliore in assoluto” — esiste quella giusta per il tipo di cammino che fai.

3. La misura giusta non è quella delle scarpe da città

Prendi sempre mezza misura, a volte un numero intero, in più rispetto al tuo numero abituale. In discesa il piede scivola in avanti — è fisiologico, capita a tutti — e se le dita toccano la punta della scarpa, vesciche e unghie nere sono quasi garantite.

Quando allacci, controlla il tallone: deve restare fermo sul fondo della scarpa. Se sollevi il tacco e senti la scarpa che si sfila anche di poco, quella forma non è fatta per il tuo piede — cambia modello, non taglia.

E mai, mai provare una scarpa tecnica con la calza di cotone da palestra. Serve una calza da trekking, in lana merino o fibra sintetica strutturata: cambia completamente come la scarpa si comporta sul piede.

4. Cosa comprare in base a come cammini davvero

Se esci ogni tanto, su sentieri facili, d’estate:una scarpa bassa da fast hiking, con una buona ammortizzazione, ti basta e avanza.

Se fai trekking regolarmente, tra Prealpi e Alpi, con dislivelli medio-alti:uno scarpone mid, in tessuto sintetico o pelle scamosciata, impermeabile, è il compromesso più sensato.

Se vai su roccia, ghiaia, sentieri impervi, con lo zaino pieno:serve uno scarpone alto e rigido, con bordo perimetrale in gomma. Qui non si scende a compromessi.

Le nostre recensioni

Torna in alto