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Escursione al Rifugio Curò da Valbondione

Tra i rifugi delleOrobie Bergamasche, uno di quelli che non avevo ancora visitato era ilRifugio Curò. Fino ad oggi, le mie escursioni si erano sempre concentrate sul Rifugio Coca, ma questa volta abbiamo deciso di scoprire nuove viste e sentieri, partendo daValbondione. La nostra scelta si è rivelata una piacevole sorpresa, soprattutto dopo una deludente esperienza alRifugio Laghi Gemelli.

Dati tecnici dell’escursione

ParametroDettaglio / Valore
Punto di PartenzaValbondione (900 m s.l.m.)
Punto di ArrivoRifugio Curò (1.915 m s.l.m.)
Dislivello Positivo (+D)1.015 m
Durata della Salita2 ore e 40 minuti
Distanza stimata (solo salita)~ 6,5 – 7,5 km(via CAI 305 – mulattiera)
DifficoltàE (Escursionistico)

Dove Parcheggiare

Il punto di partenza consigliato èValbondione, lo stesso utilizzato per il Rifugio Coca. Abbiamo lasciato l’auto nelparcheggio del centro sportivo, preoccupandoci di ritirare il ticket alla macchinetta. Prima di iniziare l’escursione, ci siamo concessi un caffè alBar Ambra, dove la barista ci ha accolto con un sorriso caloroso, un piccolo rituale che rende il trekking ancora più piacevole.

Il percorso verso il rifugio Curò

Dopo aver lasciato l’auto, ci siamo incamminati in salita seguendo le indicazioni per ilRifugio Coca, proseguendo lungovia Beltramefino a raggiungere la teleferica. Il sentiero, ben segnato, si snoda tra boschi e radure, regalando scorci panoramici sulle montagne circostanti.

Il percorso è ideale per chi ama trekking di media difficoltà, con un mix di salite e tratti più pianeggianti che permettono di godersi la natura e fotografare i paesaggi mozzafiato delle Orobie.

indicazioni rifugio curo

Li imbocchiamo un sentiero alla nostra destra che ci porterà all’imbocco del sentiero.

arrivo della teleferica a valbondione

La salita si fa subito impegnativa e non molla un attimo per i primi 20 minuti fino a quando non incroceremo la mulattiera che sale dal paese.

da qui inizia la salita verso il curo

Qui troviamo il secondo cartello che ci indica Rifugio Curò 2h e 40 minuti, si continua a salire in maniera decisa.

cartello rifugio curo

Finalmente, il percorso diventa un po’ più agevole e la salita si fa leggermente meno ripida e più dolce.

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La mulattiera ci accompagnerà per una mezz’ora circa fino a giungere ad un’altra teleferica da cui è possibile anche ammirare lecascate del Serio.

Cascate del Serio

Da qui la strada diventa più impegnativa ed il sentiero si fa un pochino più stretto.

sentiero verso curo

La strada verso il rifugio non presenta grandi difficoltà tecniche se non l’ultimo pezzo che è esposto ma comunque il sentiero è largo più di un metro quindi anche per chi soffre di vertigini stando della parte interna non ci sono particolari problemi.

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Vista dalle cascate del serio

Finalmente, dopo un lungo cammino di due ore e quaranta minuti, riusciamo a scorgere in lontananza il tanto atteso rifugio Curò.

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Arrivati al rifugio Curò , subito dietro possiamo ammirare lo spettacolare laghetto.

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Pranzo al rifugio Curò

Pranzare al Rifugio Curò è stata un’esperienza che mi ha fatto riscoprire il piacere dei rifugi. Il rifugio ci ha accolto con un delizioso pranzo caldo, eccellente dolce finale, e una selezione di vini davvero interessante che ha esaltato ogni portata. Abbiamo gustato un tagliere del cacciatore (non fotografato perché spazzolato in un attimo), casoncelli e crostata. Tutto era veramente squisito.

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crostata del rifugio curo

Giudizio dell’escursione

Difficoltà della salita al rifugio Longo

Pranzo al Rifugio Longo

Bellezza del Paesaggio

Consigli per l’escursione

  • Partire presto per evitare affollamento nei rifugi durante i weekend.
  • Portarescarpe da trekkinge abbigliamento a strati, il meteo in quota può cambiare rapidamente.
  • Non dimenticare acqua e snack: il Rifugio Curò offre ristoro, ma è sempre meglio avere qualcosa di pronto lungo il percorso.
    Verificate prima di partire che non ci sia l’apertura dellecascate del Serio, in tal caso potreste trovare un pò di casino

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