Se desideri faretrekking a Bergamoe vuoi scoprire le più belle escursioni tra Orobie e Prealpi, le opzioni non mancano di certo. La provincia di Bergamo offre un terreno di gioco incredibile per chi ama camminare: nel giro di pochi chilometri si passa dai boschi rilassanti della Valle Imagna alle pareti di roccia severe della Presolana o del Pizzo Tre Signori, con itinerari che vanno dalle semplici uscite domenicali in famiglia alle tirate da oltre mille metri di dislivello sulle creste orobiche.
In questa guida dettagliata abbiamo selezionato 5 itinerari iconici della provincia di Bergamo, suddivisi per livello di difficoltà, dislivello e tipologia di paesaggio. Troverai schede tecniche aggiornate, consigli pratici su dove parcheggiare, i numeri dei segnavia CAI e le informazioni necessarie per affrontare ogni escursione in totale sicurezza.
Cerchi qualcosa di più leggero? Se questi itinerari ti sembrano impegnativi, dai un’occhiata anche alle nostre10 passeggiate facili a Bergamoo alle3 idee di escursioni facili alla portata di tutti, comprese le camminate a misura di bambino.
Tabella Comparativa delle Escursioni
| Itinerario | Zona / Valle | Difficoltà | Dislivello | Tempo A/R | Segnavia CAI |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Ai piedi della Presolana (Baita Cassinelli) | Val Seriana / Passo Presolana | E (Escursionistico) | +300 m (+700 m con prolungamento) | 3h – 3h30m | CAI 315 / 316 |
| 2. Anello del Monte Misma | Val Seriana / Val Cavallina | T / E (Facile) | +350 m / +450 m | 3h | CAI 511 / 539 |
| 3. Rifugio Curò e Lago del Barbellino | Alta Val Seriana (Valbondione) | E (Medio) | +1.000 m | 5h – 5h30m | CAI 305 |
| 4. Salita al Pizzo Tre Signori da Valtorta | Val Brembana | EE (Esperti) | +1.250 m | 6h30m – 7h | CAI 101 / 104 |
| 5. Borgo storico di Arnosto e sentieri della Valle Imagna | Valle Imagna (Fuipiano) | T (Turistico) | +200 m | 2h – 2h30m | Tracciato locale / CAI 571 |
1. Ai Piedi della Regina delle Orobie: Salita alla Baita Cassinelli e Cappella Savina
Il Massiccio della Presolana, con la sua inconfondibile roccia calcarea chiarissima, domina l’altopiano di Clusone e la Val Seriana. Soprannominata la “Regina delle Orobie”, offre itinerari per tutte le gambe. Per vivere l’atmosfera delle Orobie Orientali senza affrontare i passaggi alpinistici della via normale, la salita dal Passo della Presolana verso la Baita Cassinelli e la Cappella Savina è una di quelle camminate da fare almeno una volta nella vita.
Scheda Tecnica
- Partenza:Passo della Presolana (Castione della Presolana) – Parcheggio nei pressi del Giogo della Presolana (1.290 m).
- Difficoltà:E (Escursionistico).
- Dislivello positivo:+300 m fino alla Baita Cassinelli (1.568 m); +680 m proseguendo fino alla Cappella Savina (1.970 m).
- Tempo di percorrenza:1h15m solo andata per la Baita (circa 3h – 3h30m A/R completando il prolungamento).
- Segnavia:CAI 315 / 316.
- Acqua lungo il percorso:Fonte presente nei pressi della Baita Cassinelli (verificare la portata in estate inoltrata).
Descrizione dell’Itinerario
L’escursione prende il via poco sopra il valico del Passo della Presolana. Il sentiero CAI 315 si addentra inizialmente in un bosco di conifere e faggi, guadagnando quota con pendenza costante ma mai eccessiva. Man mano che ci si alza, la vegetazione lascia il posto ai pascoli e all’imponente parete sud della Presolana, che si staglia verticale di fronte agli occhi.
In circa un’ora di salita costante si incrocia la struttura dellaBaita Cassinelli (1.568 m), punto di appoggio fondamentale gestito dal CAI di Clusone nei mesi estivi e nei fine settimana. Qui vale la pena fermarsi anche solo per guardare in alto: la parete sud della Presolana sembra letteralmente cadere a picco sui prati, mentre alle spalle il colpo d’occhio spazia verso il Monte Pora e la Val Borlezza.
Per chi desidera prolungare l’itinerario e toccare con mano l’ambiente di alta montagna, dalla Baita Cassinelli è possibile proseguire lungo il tracciato CAI 316 in direzione del Bivacco Città di Clusone e dellaCappella Savina (1.970 m). Il fondo diventa più pietroso e ripido, risalendo il vallone della Grotta dei Pagani. Giunti alla Cappella Savina ci si trova immersi in un anfiteatro calcareo unico, proprio ai piedi dei torrioni della Presolana Orientale e Centrale.
💡Il consiglio dell’escursionista:Se decidete di allungare fino alla Cappella Savina o alla Grotta dei Pagani, portate con voi i bastoncini da trekking. La discesa sul ghiaione può risultare scivolosa e affaticare le ginocchia se non si ha un appoggio stabile.
Consigli pratici e punti d’appoggio
- Parcheggio:Presso il Passo della Presolana vi sono diversi stalli lungo la strada provinciale e nei pressi degli impianti di risalita. Nei weekend estivi si riempiono rapidamente; è consigliabile arrivare prima delle 8:30.
- Ristorazione:Baita Cassinelli offre piatti tradizionali bergamaschi (casoncelli, polenta con formaggi di monte e brasati). È raccomandabile la prenotazione nei periodi di alta stagione.
- Sicurezza:Il tratto fino alla Baita Cassinelli è adatto anche a famiglie con bambini abituati a camminare. Proseguendo verso la Grotta dei Pagani o la Cappella Savina occorrono calzature con suola scolpita.
2.Anello del Monte Misma: Tra Val Seriana e Val Cavallina
Posto in posizione strategica tra la media Val Seriana e la Val Cavallina, il Monte Misma (1.160 m) è la classica montagna salvagente per le mezze stagioni, quando le alte quote alpine sono ancora coperte di neve o soggette a meteo incerto. Questo itinerario ad anello offre scorci panoramici che spaziano dalla pianura padana fino alle cime delle Prealpi Orobiche, snodandosi tra boschi di castagni, roccoli storici e luoghi di fede isolati nel verde.
Scheda Tecnica
- Partenza:Chiesa di San Rocco a Cenate Sopra (330 m) oppure dalla località Pradalunga / Santuario del Forcellino.
- Difficoltà:T/E (Turistico / Escursionistico facile).
- Dislivello positivo:Circa +450 m (con partenza da Cenate Sopra/Val Lujo) oppure +350 m dai punti elevati.
- Tempo di percorrenza:3 ore per l’anello completo.
- Segnavia:CAI 511 / CAI 539 / CAI 513.
- Acqua lungo il percorso:Fontana presso il Santuario della Santa Maria della Neve.
Descrizione dell’Itinerario
Dalla località di Cenate Sopra, si imbocca il sentiero che risale dolcemente lungo i versanti solcati da vecchi castagneti. La salita presenta pendenze modeste e si sviluppa su mulattiere e ampie traccie sterrate. Lungo il percorso si incontrano antiche strutture agricole e roccoli, testimonianza dell’architettura rurale bergamasca legata all’uccellagione nei secoli scorsi.
Punto nevralgico della camminata è ilSantuario della Madonna della Neve (750 m), collocato su un ampio prato soleggiato munito di tavoli da picnic e fontana d’acqua fresca. È il luogo ideale per una pausa prima di affrontare l’ultimo strappo verso la vetta.
Continuando lungo il crinale (CAI 511), la vegetazione sfoltisce lasciando spazio alla croce di vetta delMonte Misma (1.160 m). Da qui la visuale svela la confluenza tra la Val Seriana e la pianura, offrendo nei giorni limpidi uno sguardo nitido sugli Appennini e sullo skyline di Milano. Il rientro può avvenire ripercorrendo il versante opposto (anello verso la Val Lujo o Pradalunga), chiudendo il percorso senza mai calpestare lo stesso tracciato.
💡Il consiglio dell’escursionista:Portate sempre nello zaino una giacca antivento leggero. Il Misma è una cima isolata e sporgente verso la pianura, quindi in vetta tira quasi sempre una brezza tesa, anche nelle giornate più calde.
Consigli pratici
- Periodo consigliato:Autunno (per il foliage dei castagneti) e primavera. Da evitare nelle giornate estive più calde a causa delle quote modeste.
- Adatto ai cani:Percorso privo di tratti esposti, perfetto per chi cammina con cani al seguito. Si raccomanda il guinzaglio per la presenza di fauna selvatica nei boschi.
3. Sentiero del Curò e le Cascate del Serio: Verso il Lago del Barbellino
Se existe un itinerario capace di riassumere la grandiosità dell’Alta Val Seriana, è senza dubbio la salita alRifugio Antonio Curò(1.915 m)da Valbondione. Il sentiero affianca la conca incantata dove nascono leCascate del Serio— le più alte d’Italia e le seconde in Europa con i loro 315 metri di salto complessivo articolato su tre livelli.
Scheda Tecnica
- Partenza:Valbondione, frazione Lizzola o palazzetto dello sport (880 m).
- Difficoltà:E (Escursionistico medio). Richiede un buon allenamento cardiovascolare per via del dislivello.
- Dislivello positivo:+1.035 m.
- Tempo di percorrenza:2h30m – 3h solo andata (circa 5h – 5h30m A/R).
- Segnavia:CAI 305 (Mulattiera panoramica).
- Acqua lungo il percorso:Diverse fontanelle nella prima parte del paese e lungo la mulattiera; punto di ristoro principale al Rifugio Curò.
Descrizione dell’Itinerario
Lasciata l’auto a Valbondione (parcheggio a pagamento con ticket acquistabile in loco o tramite app), si seguono le indicazioni ben evidenti per il Rifugio Curò lungo la strada sterrata che sale gradualmente nel bosco. Raggiunta la località Maslana o proseguendo direttamente sulla mulattiera principale (CAI 305), il tracciato comincia a guadagnare quota con una serie di tornanti regolari e ben sostenuti.
Man mano che ci si addentra nella valle, la vista si apre sul grandioso anfiteatro naturale delle Grandi Cascate del Serio. Nelle giornate di apertura programmata della diga del Barbellino (solitamente 5 date tra giugno e ottobre), milioni di metri cubi d’acqua si riversano nella gola offrendo uno spettacolo fragoroso.
Il tratto finale del sentiero 305 rappresenta un capolavoro di ingegneria viaria alpina: scavato direttamente nella parete rocciosa nel primo Novecento per servire i cantieri della diga, presenta una sede ampia e protetta da un solido mancorrente nei punti più a sbalzo. Superato l’ultimo intaglio nella roccia, la pendenza spiana all’improvviso. Davanti agli occhi compare il bacino del Lago del Barbellino con l’imponente sagoma delRifugio Antonio Curò (1.915 m).
I camminatori più allenati possono proseguire costeggiando la sponda destra del lago artificiale per altri 45 minuti di cammino quasi pianeggiante, raggiungendo il suggestivoLago del Barbellino Naturale (2.128 m)e il vicino Rifugio Barbellino, immerso in una conca d’alta quota popolata da marmotte e stambecchi.
💡Il consiglio dell’escursionista:Se salite per vedere l’apertura delle Cascate del Serio, non fermatevi sul ponte di Valbondione insieme alla folla. Risalite lungo i tornanti del CAI 305 fin verso Maslana: avrete una vista frontale e rialzata sul salto d’acqua, godendovi lo spettacolo lontano dal caos del fondo valle.
Dettagli operativi e consigli
- Apertura Cascate del Serio:Consultare sempre il calendario ufficiale dell’Ufficio Turistico di Valbondione (Turismo Valbondione) per verificare le date e gli orari esatti dello svaso d’acqua (solitamente una domenica al mese da giugno a ottobre, con uno spettacolare appuntamento in notturna).
- Logistica Parcheggi:Nelle giornate delle cascate Valbondione registra un’affluenza notevole. È fondamentale arrivare prima delle ore 7:30 per trovare parcheggio nei piazzali principali.
- Equipaggiamento:Nonostante l’ampiezza della mulattiera, la salita comporta un dislivello superiore ai 1.000 metri. Sono indispensabili scarponi da montagna rigidi, bastoncini da trekking e giacca antivento/antipioggia per la quota.
4. Sentiero delle Creste al Pizzo Tre Signori: Tra Val Brembana e Prealpi Orobiche
IlPizzo Tre Signori (2.554 m)è la montagna simbolo dell’alta Val Brembana. Il suo nome trae origine dalla storia: la vetta segnava un tempo il confine geografico e politico tra lo Stato di Milano, la Repubblica di Venezia e i Grigioni. Raggiungere la sua croce di vetta significa vivere un’esperienza escursionistica di livello, tra praterie alpine, conche glaciali e passaggi su roccia dove occorre passo fermo.
Scheda Tecnica
- Partenza:Valtorta (Località Ceresola – 1.340 m).
- Difficoltà:EE (Escursionisti Esperti). Presenta tratti ripidi, roccette affilate e cenge esposte nel finale.
- Dislivello positivo:+1.220 m.
- Tempo di percorrenza:3h30m – 4h per la salita; circa 6h30m – 7h complessive per l’A/R.
- Segnavia:CAI 101 / CAI 104.
- Punti di appoggio:Rifugio Grassi (2.000 m, con breve deviazione) o Rifugio REI / Baita Camisolo.
Descrizione dell’Itinerario
L’itinerario comincia dal grande piazzale degli impianti di risalita di Ceresola di Valtorta. Si risale la comoda sterrata che porta verso i pascoli di Camisolo, inoltrandosi nella conca dominata dalle pareti calcaree del Corno Baroni e del Corno Grande.
Superata la conca di Camisolo (CAI 104), la traccia aumenta la sua pendenza, serpeggiando su pascoli ripidi verso la Bocchetta di Camisolo o il Passo di Cedrino. Salendo verso la conca, l’erba lascia gradualmente il posto ai blocchi rossastri diVerrucano Lombardo, la roccia tipica di questo angolo di Val Brembana. Qui l’ambiente diventa severo, d’alta montagna.
Nell’ultimo tratto di cresta la traccia sale tra roccette e sfasciumi: non ci sono vie ferrate, ma bisogna mettere le mani sulla roccia, avere passo fermo e non soffrire le vertigini. La fatica viene ampiamente ripagata una volta giunti sulla vetta, contrassegnata dalla caratteristica ed imponente croce in ferro battuto.
Dalla cima del Pizzo Tre Signori il panorama spazia a 360 gradi: lo sguardo abbraccia il Gruppo del Masino e del Disgrazia, la catena delle Grigne, il vicinissimo Lago di Como e tutte le principali vette orobiche dal Pizzo del Diavolo al Pizzo Redorta.
💡Il consiglio dell’escursionista:In vetta il cellulare prende a sbalzi e le nebbie pomeridiane dal Lario salgono in un attimo. Partite presto al mattino (massimo ore 7:30 da Ceresola) per godervi la cima con il cielo pulito e la roccia asciutta.
Raccomandazioni importanti
- Requisiti fisici e tecnici:Percorso sconsigliato a chi soffre di vertigini o non possiede un’adeguata preparazione fisica. La parte finale richiede massima attenzione, specialmente in presenza di roccia bagnata.
- Meteo:Il Pizzo Tre Signori è soggetto a repentini cambi meteorologici. Consultare i bollettini meteo locali prima di intraprendere l’ascesa.
5. Il Borgo di Arnosto e i Sentieri Naturalistici della Valle Imagna
La Valle Imagna conserva gioielli di architettura rurale e sentieri storici a bassa quota, perfetti per famiglie con bambini, appassionati di fotografia o per chi desidera coniugare una camminata rilassante alla scoperta della cultura locale. Il punto di partenza ideale è ilBorgo di Arnosto (Fuipiano Valle Imagna).
Scheda Tecnica
- Partenza:Borgo storico di Arnosto – Fuipiano Valle Imagna (1.033 m).
- Difficoltà:T (Turistico) / E facile.
- Dislivello positivo:+200 m / +300 m a seconda della variante scelta.
- Tempo di percorrenza:2h – 2h30m per il circuito ad anello.
- Segnavia:Cartellonistica locale / Raccordo CAI 571 (Sentiero delle Orobie Occidentali).
- Punti di interesse:Architettura rurale in pietra a secco, tetti in piode (pietre locali), Museo Etnografico di Arnosto.
Descrizione dell’Itinerario
Il borgo di Arnosto rappresenta uno degli esempi meglio conservati di architettura contadina alpina della zona. Un tempo sede della dogana veneta al confine con il Ducato di Milano, il piccolo agglomerato presenta stalle, abitazioni e una chiesetta seicentesca realizzate in pietra locale, con i caratteristici tetti coperti da spesse lastre di roccia (le “piode”).
Dopo aver visitato le viuzze del borgo e il piccolo museo etnografico (verificare le aperture stagionali), ci si incammina lungo il sentiero naturalistico che si snoda sui versanti alle spalle del paese. Il tracciato attraversa faggete secolari, pascoli punteggiati dalle tipiche cascine valdimagnine e terrazzamenti in pietra a secco.
Continuando lungo la traccia panoramica verso i prati del Ial o risalendo verso le creste del Monte Resegone (per chi vuole estendere la passeggiata), si gode di una splendida vista aperta sull’intera Valle Imagna e sulle Prealpi Lecchesi. Il fondo è sempre largo, ben segnalato e privo di pericoli.
💡Il consiglio dell’escursionista:Mettete in conto una sosta culinaria a fine giro. In Valle Imagna la produzione di formaggi a latte crudo è un’arte: provate lo Strachítunt DOP o il Formai de Mut accompagnati da una fetta di polenta calda nei crotti o nelle trattorie di Fuipiano.
Consigli pratici
- Gastronomia locale:La Valle Imagna è famosa per la produzione di formaggi tradizionali (Strachítunt DOP, Formai de Mut, stracchini all’antica) e per i piatti a base di farina di grano saraceno e polenta taragna.
- Abbigliamento:Sono sufficienti scarpe da trail running o calzature da trekking leggere. Ottima escursione anche nelle giornate autunnali per ammirare i colori della faggeta.
Altri Itinerari da Tenere d’Occhio nelle Orobie Bergamasche
Le Orobie sono immense, e cinque percorsi bastano appena a scalfirne la superficie. Se questi itinerari vi hanno stuzzicato, segnatevi anche queste mete per le prossime uscite:
- Rifugio Calvi eRifugio Longo(Alta Val Brembana):partendo da Carona, due dei rifugi più amati della valle, con possibilità di proseguire verso il Monte Aga (2.720 m).
- Laghi Gemellida Roncobello:una delle escursioni più fotografate della provincia, raggiungibile dalle Baite di Mezzeno o da Carona.
- Tour dei 5 Laghi di Valgoglio:percorso impegnativo di circa 12,5 km che tocca una serie di laghi alpini nel cuore delle Orobie.
- Diga del Gleno (Val di Scalve):breve salita da Pianezza di Vilminore, di grande valore storico oltre che paesaggistico, legata al crollo della diga del 1923.
- Monte Canto Alto(Parco dei Colli di Bergamo):ideale per chi parte dalla città e cerca un’escursione allenante vicina, con vista che spazia dal Resegone fino al Monte Rosa.
Consigli Pratici e Norme di Sicurezza per il Trekking nelle Orobie
Andare per monti nella provincia di Bergamo offre grandi soddisfazioni, ma richiede rispetto e pianificazione. Ecco le regole fondamentali per organizzare le tue uscite:
1. Attrezzatura e Abbigliamento “A Strati”
Il meteo in montagna cambia rapidamente. Anche durante le escursioni estive, nello zaino non devono mai mancare:
- Calzature adeguate:Scarponi da trekking con suola scolpita (Vibram o similare) e caviglia protetta per i sentieri di alta quota.
- Abbigliamento tecnico:Primo strato traspirante (no cotone), pile o piumino leggero, giacca impermeabile/antivento (Gore-Tex o membrana analoga).
- Kit d’emergenza:Telo termico di sopravvivenza, kit di primo soccorso, lampada frontale, borraccia da almeno 1,5 litri e cibo ad alto valore energetico (frutta secca, barrette).
2. Pianificazione, Cartografia e App
Non affidarti mai esclusivamente alla batteria del cellulare. Prima di partire:
- Scarica le mappe offline tramite app dedicate al trekking (es. Komoot, Outdooractive o GeoResQ).
- Porta con te una mappa cartacea della zona (scala 1:25.000 – Edizioni Ingenia o Komoot).
- Attiva l’appGeoResQ, servizio gestito dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) che permette il tracciamento in tempo reale e l’invio rapido di chiamate di soccorso localizzate.
- Consulta anche ilGeoportale del CAI di Bergamo, che segnala i sentieri accessibili e la rete aggiornata dei tracciati.
3. Come Raggiungere i Sentieri e Logistica dei Trasporti
- In Auto:Da Milano o Brescia, l’arteria principale è l’autostrada A4 (uscita Bergamo per la Val Seriana e Val Brembana; uscita Capriate o Dalmine per le valli Imagna e San Martino). Le strade di fondovalle possono essere soggette a traffico intenso nei rientri domenicali estivi e invernali.
- Mezzi Pubblici:La rete di autobus interurbani gestita da SAB / Arriva Italia e ATB Bergamo collega la stazione FS di Bergamo con i principali centri delle valli (Clusone, Valbondione, Piazza Brembana, Fuipiano). La tramvia TEB (Linea T1) collega rapidamente Bergamo ad Albino in Val Seriana.
Domande Frequenti (FAQ) sul Trekking a Bergamo
Qual è il periodo migliore per fare trekking sulle Orobie?
Per i sentieri di media e alta quota (sopra i 1.800 metri come il Rifugio Curò o il Pizzo Tre Signori) il periodo ideale va da inizio giugno a metà ottobre, quando i passi sono liberi dalla neve. Per le basse quote e le Prealpi (Monte Misma, Valle Imagna) la primavera e l’autunno offrono condizioni ideali e colori spettacolari.
I sentieri sono adatti ai bambini?
Percorsi come l’Anello del Monte Misma, il borgo di Arnosto o la prima parte della salita alla Baita Cassinelli sono adatti alle famiglie con bambini abituati a camminare. L’ascesa al Pizzo Tre Signori o il dislivello per il Rifugio Curò richiedono invece allenamento e maggiore attenzione. Se cerchi solo percorsi facili, trovi altre idee nella nostra guida alle escursioni facili a Bergamo.
I cani possono accedere ai sentieri?
Sì, su quasi tutti i tracciati delle Orobie i cani sono ammessi. È obbligatorio l’uso del guinzaglio per proteggere la fauna selvatica locale (stambecchi, camosci, marmotte) ed evitare incidenti lungo i tratti di pascolo con bestiame alpeggiato.
Cosa fare in caso di emergenza in montagna?
In caso di infortunio o maltempo improvviso che impedisca il rientro, il numero unico di emergenza da chiamare è il112, richiedendo l’intervento del Soccorso Alpino (CNSAS). Comunica con precisione la tua posizione, il segnavia CAI su cui ti trovi e le condizioni dell’infortunato.
Dove trovo altre guide e mappe ufficiali dei sentieri bergamaschi?
Regione Lombardia, in collaborazione con ERSAF, Rifugi Lombardia e il CAI di Bergamo, pubblica una guida digitale gratuita dedicata alle escursioni nel territorio bergamasco, scaricabile dal portale deiRifugi di Bergamo: utile come mappa di riferimento aggiuntiva rispetto a questo articolo.
I sentieri della provincia di Bergamo racchiudono l’essenza della montagna lombarda: vette severe, valli rigogliose, rifugi storici dove gustare la vera cucina di montagna e un’ampia rete di tracciati adatti a ogni livello di esperienza. Che tu voglia sfidare i tuoi limiti sulle creste del Pizzo Tre Signori o goderti un pomeriggio rilassante tra i pascoli della Valle Imagna, le Orobie sapranno regalarti momenti indimenticabili.
E tu hai già percorso uno di questi itinerari?Hai altri sentieri bergamaschi del cuore da consigliare? Lascia un commento qui sotto e condividi le tue esperienze di trekking con la nostra community!

