Il giro ad anello che vi voglio proporre oggi parte da Valmadrera per arrivare al Rifugio SEV. Abbiamo effettuato questa escursione il 27 dicembre 2025 in una delle poche giornate di sole durante le feste natalizie. Il giro è davvero carino e non “pericoloso” ma richiede comunque una buona preparazione perchè il giro ad anello Valmadrera-Rifugio SEV richiede quasi 5 h di cammino tra salita e discesa.
Dati tecnici escursione
| Località | Valmadrera (LC) – via Belvedere |
| Punto più alto | Rifugio SEV – Pianezzo (1.250 m) |
| Dislivello totale | Circa 750 m |
| Lunghezza | 11 km |
| Tempo medio | 4 h 30 min (andata e ritorno) |
| Difficoltà | Escursionistica (E) |
| Sentieri CAI | 7 (in salita), 4 e 3 (in discesa) |
| Tipo di percorso | Anello – salita per Sambrosera, discesa per San Tomaso |
Dove parcheggiare a Valmadrera per il Rifugio SEV
Parliamoci chiaro: se c’è un punto critico per tutte le escursioni che partono da Valmadrera, è proprio il parcheggio. La partenza ideale per ilSentiero CAI 7si trova nella frazioneBelvedere(Via San Bartolomeo / Via Belvedere). Qui i posti auto sono limitati e nei fine settimana di bella stagione si riempiono già alle 8:30 del mattino. Il mio consiglio? Arrivate presto. Se doveste trovare pieno, non disperate: potete lasciare l’auto nei parcheggi pubblici in centro a Valmadrera (es. zona cimitero o Municipio) e salire a piedi lungo la mulattiera ciottolata fino a Belvedere, aggiungendo circa 15-20 minuti di passeggiata.
NOTA: non parcheggiate fuori dalle linee se non volete prendere multe.
1. Partenza: Frazione Belvedere (Valmadrera)
Dalla frazione Belvedere, oltrepassata la cappelletta e la sbarra che chiude il traffico, ci si immette nel bosco lungo ilSentiero CAI 7. La salita è costante ma mai proibitiva, completamente immersa nella vegetazione che regala una piacevole ombra d’estate.

Dopo circa 40 minuti di cammino si raggiunge la rinomataSorgente Sambrosera(716 m), il luogo perfetto per riempire le borracce con acqua freschissima. Qui notate le caratteristiche“Casote del Latte”(o caselli del latte): piccole strutture in pietra realizzate dai vecchi contadini della zona, che sfruttavano le correnti d’acqua gelida della sorgente per conservare il latte appena munto prima di trasportarlo a valle. Un pezzo di storia rurale lecchese ancora intatto.
2. Salita al Rifugio SEV (Pianezzo)
Superata la sorgente, il sentiero sale con stretti tornanti verso la Bocchetta Val Puma, regalando i primi scorci sul Resegone e sulla città di Lecco. In circa 2 ore totali dalla partenza, il bosco si apre improvvisamente sui prati dell’Alpe di Pianezzo(1.225 m), adagiata proprio ai piedi delle pareti rocciose dei Corni di Canzo.
Superata la sorgente, il sentiero sale con stretti tornanti verso la Bocchetta Val Puma, regalando i primi scorci sul Resegone e sulla città di Lecco. In circa 2 ore totali dalla partenza, il bosco si apre improvvisamente sui prati dell’Alpe di Pianezzo(1.225 m), adagiata proprio ai piedi delle pareti rocciose dei Corni di Canzo.

A questo punto abbandonata la mulattiera proseguiamo a passo abbastanza deciso verso la meta intermedia che sarà Sambrosera dove è presente anche una fontana a cui è possibile abbeverarsi con acqua freschissima. Sambrosera è anche il punto dove abbiamo fatto il primo break, facilitato dalla presenza di un tavolo con due panchine.
Il tempo di un breve ristoro e via si continua a salire fino allo strapiombo roccioso detto “Tecc di Port” che è caratterizzato da una caverna naturale che può offrire riparo in caso di cattivo tempo. A questo punto seguiamo il sentiero sulla destra e dopo qualche centinaio di metri ci troviamo di fronte a una frana di piccole rocce che non rappresentano particolare difficoltà di salita e dopo poco si giunge alla bocchetta Val Puma in località Moregge (1110 m).
Dalla bocchetta del Puma si potrebbe proseguire verso il Monte Moregallo (circa 1ora di cammino) ma noi provati dalla salita decidiamo di terminare la nostra salita all’alpe di Pianezzo sul sentiero n.7 per poi arrivare alla SEV.
Arrivati a quota 1.250 m, la vista è spettacolare suLago di Lecco, Grignetta e Resegone. Il rifugio è aperto nei weekend, consigliata una pausa panoramica.
3. Discesa ad anello via San Tomaso
Per trasformare la gita in un perfetto giro ad anello senza ripercorrere lo stesso sentiero dell’andata, dal Rifugio SEV imbocchiamo ilSentiero CAI 4(o la variante CAI 3). La discesa scende gradualmente tra boschi e radure fino a incrociare la bellissimaPiana diSan Tomaso.

Abbiamo quindi ripreso la strada in salita fino a un bivio, dove abbiamo svoltato a destra verso San Tommaso. In circa 50 minuti dal bivio siamo arrivati a destinazione. Come sapete, le mie escursioni in salita si concludono sempre con unpranzo, e a San Tommaso abbiamo scelto di provare l’Agriturismo Rusconi, rivelandosi una piacevole scoperta.

Perché scegliere questo trekking?
Tre spot per il picnic: Rifugio SEV/Pianezzo, Sambrosera e San Tomaso
Vista d’alta quota: il Rifugio SEV domina l’intero ramo orientale del Lago di Como
Percorso allenante ma accessibile: salita ben distribuita e discesa più rilassante
Giro ad anello vario: boschi, sorgenti, panorami e due aree di sosta
Consigli pratici
- Miglior stagione: primavera, inizio estate, autunno
- Abbigliamento: scarponcini con buona aderenza, zaino leggero
- Rifornimenti: acqua a Sambrosera, ristoro al Rifugio SEV (verificare apertura)
- Attenzione: il tratto finale prima del rifugio richiede passo sicuro
Consigli per il trekking al Rifugio SEV da Valmadrera
Quanto è lungo il giro Valmadrera – Rifugio SEV?
Il percorso è lungo circa 11 km complessivi, con dislivello positivo di 700–750 metri.
Il giro ad anello per il Rifugio SEV è adatto ai bambini?
Ni. Parliamoci chiaro: non è la classica passeggiata in piano sul lungolago. Ci sono circa750 metri di dislivello, quindi richiede un minimo di allenamento. È un’escursione perfetta per i ragazzini (dai 7/8 anni in su) che hanno già un po’ di “gamba” e sono abituati a camminare in montagna. Se invece avete bimbi molto piccoli, vi suggerisco di saltare la salita al SEV e puntare direttamente allapiana di San Tomaso, che è una meta eccezionale (e molto meno faticosa) per le famiglie.
Il Rifugio SEV è sempre aperto?
Il rifugio è un vero e proprio punto di riferimento per i lecchesi. Generalmente èaperto tutti i weekend e i giorni festivi dell’anno, e da marzo a fine ottobre apre anche tutti i mercoledì. In ogni caso, se salite con l’acquolina in bocca sognando un piatto di polenta e brasato (cosa che vi consiglio caldamente!), date sempre un’occhiata alla loro pagina Facebook ufficiale o fate un colpo di telefono al rifugio il giorno prima per avere la certezza di trovarlo aperto.
Posso fare il giro al contrario (salita da San Tomaso)?
Sì, ma il tratto finale in salita da Pianezzo è più tecnico. Consigliata la salita via Sambrosera.
Dove mi conviene parcheggiare a Valmadrera?
È il vero tasto dolente di questa gita. Il punto di partenza ideale è laFrazione Belvedere(Via San Bartolomeo), ma i posti auto gratuiti sono davvero pochissimi e spariscono già nelle prime ore del mattino.Il mio consiglio spassionato:arrivate presto (prima delle 8:30 nei weekend). Se trovate tutto pieno, non disperate: lasciate l’auto nei parcheggi pubblici in centro a Valmadrera (zona Cimitero o Municipio) e salite a Belvedere a piedi. Aggiungerete circa 15-20 minuti di passeggiata in salita su strada asfaltata, ma vi risparmierete un sacco di stress.
Posso portare il mio cane?
Assolutamente sì! Il percorso si sviluppa per la maggior parte all’interno del bosco, quindi rimane piacevolmente ombreggiato anche nelle giornate più calde, il che è un toccasana per i nostri amici a quattro zampe. Inoltre, il sentiero non presenta punti esposti o pericolosi.
Trovo acqua lungo il percorso?
Sì, e anche freschissima! Salendo lungo il Sentiero 7, circa a metà della fatica, incrocerete laSorgente Sambrosera(716 m). È il punto perfetto per riempire le borracce e far abbeverare i cani. Troverete un’altra fontanella anche durante la discesa, una volta raggiunta la spianata di San Tomaso.
Che scarpe mi servono? Posso salire in sneakers?
Lasciate a casa le scarpe da ginnastica a suola liscia. Stiamo pur sempre parlando di sentieri di montagna (categoria E – Escursionisti), con mulattiere, sassi, radici e foglie che in autunno o dopo una pioggia possono diventare scivolose. Un buon paio discarponcini da trekking(o scarpe da trail running con un bel grip) vi salverà le caviglie e vi farà godere la gita in totale sicurezza.
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