C’è un momento preciso, quando la settimana si fa pesante o quando la domenica mattina regala un cielo limpido sopra la pianura, in cui chi vive a Bergamo sente lo stesso identico richiamo: prendere le scarpe da cammino e salire verso i colli.
Non serve fare ore di auto, non serve pianificare trasferte complesse verso le alte quote delle Orobie. La bellezza della nostra città sta proprio qui: basta allontanarsi di poche centinaia di metri dall’asfalto di Bergamo Bassa per ritrovarsi immersi in un paesaggio fatto di silenzio, antichecreuzein ciottolato, muretti a secco, orti terrazzati e vigneti che sembrano disegnati a mano.
L’itinerario che collega la conca di Astino al colle di San Vigilio è probabilmente il percorso più iconico, versatile e affascinante che il Parco dei Colli possa offrire. È una camminata che unisce la quiete monastica della piana al fascino panoramico del punto più alto della città.
In questa guida completa esploreremo l’itinerario passo dopo passo, raccontandone la storia, le varianti accessibili per le famiglie, i punti fotografici più belli e, naturalmente, le soste gastronomiche dove ricompensare il passo davanti a un piatto di casoncelli o a un calice di Valcalepio.
Scheda Tecnica e Dati del Percorso
Per chi ama avere subito sotto controllo la logistica prima di mettersi in cammino, ecco il quadro sintetico dell’anello principale:
| Parametro | Dettaglio dell’Itinerario |
| Punto di Partenza e Arrivo | Bergamo Bassa (Via Fratelli Rota / Conca d’Oro) o Monastero di Astino |
| Tipologia di Percorso | Anello escursionistico urbano-collinare |
| Lunghezza Complessiva | 6,8 km |
| Dislivello Positivo | +280 metri complessivi |
| Tempo di Percorrenza | 2 ore e 15 minuti (escluse le soste panoramiche) |
| Livello di Difficoltà | Facile / Turistico-Escursionistico (T/E) |
| Fondo Stradale | Asfalto secondario, ciottolato storico (creuza), scalinate in pietra |
| Accessibilità Passeggini | No sull’anello completo (sì sulla variante bassa di Astino) |
Come Raggiungere l’Attacco del Sentiero e Dove Parcheggiare
Trattandosi di un itinerario ad anello, la scelta del punto di partenza dipende da come si preferisce impostare la giornata.
Opzione 2: Partenza dalla Piana di Astino.Se si preferisce iniziare il cammino già immersi nel verde, è possibile lasciare l’auto nelle aree diparcheggio a pagamentosituate lungo via Astino, a pochi passi dal complesso monumentale del Monastero. Nei fine settimana di bella stagione questi parcheggi tendono a riempirsi velocemente fin dal mattino, per cui è consigliabile arrivare prima delle 9:30.
Opzione 1: Partenza da Bergamo Bassa (Via Fratelli Rota).È la soluzione migliore se si vuole fare tutto il percorso a piedi partendo dalla città. Nel quartiere Conca d’Oro, lungo via Fratelli Rota e le vie limitrofe, si trovano diversi stalli di sosta gratuiti o a disco orario. Da qui si accede all’imbocco di via del Cetro in meno di tre minuti a piedi.
L’Itinerario Passo dopo Passo: Dalla Piana alla Cima
1. Dalla Conca d’Oro al Silenzio del Monastero
Svoltando invia del Cetro, il cambio di atmosfera è immediato. Il rumore dei clacson della città bassa sfuma nel giro di pochi metri, sostituito dal fruscio degli alberi e dal canto degli uccelli. La strada spiana dolcemente immettendosi invia Astino.

Svoltando in via del Cetro ci si lascia alle spalle il rumore del traffico e il ritmo della città cambia all’istante. Sulla sinistra si apre improvvisamente uno degli scorci più ritratti di Bergamo: la grande piana agricola dominata dalMonastero di Astino, fondato nel 1107 dai monaci Vallombrosani. Qui il paesaggio è tutelato con rigore: i vigneti che risalgono il colle della Benaglia producono l’antico vino dei colli, mentre i campi circostanti mantengono l’assetto rurale di un tempo.
Sulla sinistra i vigneti del Valcalepio ricoprono i pendii, mentre il fondo stradale cede gradualmente il passo al ciottolato storico.

Continuando a salire lungo via Astino, la carreggiata si stringe ed entra nel vivo del percorso. Qui la passeggiata si innesta in quella che la tradizione locale chiama affettuosamente la“camminata dei mille scalini”: una rete di antiche gradinate pedonali che per secoli hanno collegato la campagna ai borghi di quota.

Il fascino dei “Mille Scalini” e la Salita dello Scorlazzone
Continuando a camminare lungo il ciottolato di via Astino, la carreggiata si stringe e compaiono i classici segnavia del Parco dei Colli. È qui che la passeggiata si riallaccia alla celebre tradizione bergamasca della“camminata dei mille scalini”.
Per secoli, prima dell’avvento dei mezzi a motore, la vita quotidiana dei colli si è svolta lungo una rete intricata di scalinate pedonali in pietra che collegavano le abitazioni contadine del piano con i borghi fortificati in quota. Niente panico per il nome: non dovrai contare mille gradini uno dopo l’altro. Il tratto principale che affronteremo è la celebreSalita dello Scorlazzone, una rampa di 162 scalini in pietra incastonata tra i giardini privati e le mura dei colli.
LaSalita dello Scorlazzoneè caratterizzata da una rampa panoramica di162 gradini in pietraracchiusa tra vecchi muretti a secco, erbe aromatiche selvatiche e gli orti privati delle dimore collinari. Si sale a passo tranquillo e costante: la pendenza si fa sentire, ma ogni sosta per prendere fiato è una scusa perfetta per voltarsi indietro e guardare la piana di Astino che si allontana sotto i nostri piedi.

Il Colle di San Vigilio e il Panorama dei Castelli
Una volta sbucati in cima allo Scorlazzone, la fatica della salita viene ripagata all’istante. Ci si trova su via San Vigilio, a breve distanza dal Castello (il punto più alto della città, a 496 metri d’altezza).
Da qui si imbocca via San Sebastiano per poi proseguire lungo via alle Case Moroni, un percorso panoramico e pianeggiante che si snoda tra villini d’epoca e macchie di verde rigoglioso.
Il Rientro ad Anello: Lo Scorlazzino e via Sudorno
Dopo una meritata sosta, il percorso prosegue lungovia San Sebastianoevia alle Case Moroni, due strade secondarie immerse tra villini d’epoca, giardini fioriti e tratti d’ombra rinfrescanti.
Per chiudere l’anello e tornare alle auto verso Astino o la Conca d’Oro, si comincia la discesa sfruttando la “gemella” dello Scorlazzone: laSalita dello Scorlazzino. Questa gradinata riporta dolcemente verso via Sudorno e l’antica chiesa di San Vigilio, riallacciandosi infine al ciottolato di via Astino.
Come organizzare la camminata: tempi e consigli
- Il tempo di cammino:L’intero anello è lungo circa6,5 chilometri. A passo rilassato, calcolando le pause fotografiche, si completa in circa2 ore e un quarto.
- Attrezzatura consigliata:Il percorso è alla portata di chiunque abbia un minimo di abitudine a camminare, ma il ciottolato antico e le scalinate richiedono attenzione se umidi. Lascia a casa le sneakers con suola liscia e indossa scarpe comode con un buon grip (vanno benissimo le scarpe da trekking leggero o da trail).
- Accessibilità:A causa della presenza dello Scorlazzone e delle scalinate, questo specifico anellonon è percorribile con passeggini. Chi si muove con bambini piccoli può comunque godersi la bellissima passeggiata pianeggiante lungo l’anello basso attorno al Monastero di Astino.
Una sosta a Città Alta: dove fermarsi a tavola
Uno dei vantaggi di questo itinerario è che si sfiora il cuore di Città Alta proprio all’ora di pranzo o di aperitivo. Se vuoi trasformare la camminata in una mezza giornata di gusto, ecco dove fare tappa:
- Trattoria La Colombina(Via Campana):L’indirizzo giusto se cerchi i casoncelli tradizionali serviti su una terrazza con vista collinare.
- Il Circolino di Città Alta (Via Sant’Agata):Storico punto di ritrovo con un grande giardino estivo, perfetto per una polenta taragna o un tagliere di formaggi delle valli.
- La Marianna (Largo Colle Aperto):Tappa quasi obbligata al rientro per un caffè o per assaggiare il gelato alla Stracciatella proprio dove è stato inventato nel 1961.
La Variante Accessibile: L’Anello Basso della Piana di Astino
La Salita dello Scorlazzone e le gradinate in pietra sono affascinanti, ma presentano barriere architettoniche che rendono l’itinerario completo inadatto a chi si muove con passeggini, sedie a rotelle o a chi semplicemente preferisce una camminata del tutto pianeggiante.
In questo caso, la piana di Astino offre un’alternativa bellissima e del tutto accessibile:L’Anello Basso del Monastero.
- Lunghezza:2,5 km circa
- Dislivello:Quasi nullo (< 20 metri)
- Fondo:Asfalto protetto, terra battuta regolare, pavimentazione monastica
- Punti di interesse:Il perimetro esterno del Monastero di Astino, la sezione staccata dell’Orto Botanico “Lorenzo Rota”(dedicata alle piante tintorie e alla biodiversità agricola) e i sentieri pianeggianti che costeggiano i vigneti della Benaglia.
È il percorso ideale per le famiglie con bambini piccoli, per gli anziani o per chi cerca un’ora di puro relax immerso nella natura senza alcuna pendenza.
Un Tuffo nella Storia: I Gioielli Attraversati dal Sentiero
Ciò che rende speciale questa passeggiata non è solo il paesaggio naturale, ma lo spessore storico dei luoghi che si attraversano a ogni chilometro.
Il Monastero di Astino
Fondato nel 1107 dal monaco vallombrosano Bernardo Vallaresco, il complesso di Astino è stato per secoli un centro propulsore di spiritualità, agricoltura e bonifica del territorio. Dopo decenni di abbandono nel corso del Novecento, un imponente restauro lo ha restituito alla città in tutto il suo splendore. Oggi il complesso ospita mostre d’arte, eventi culturali e spazi espositivi legati alla storia dell’alimentazione e del paesaggio agricolo.
La Rete delle Creuze e delle Scalinate
In molte città d’Italia le vecchie vie di comunicazione contadina sono state asfaltate o inghiottite dall’urbanizzazione. A Bergamo, grazie all’istituzione del Parco dei Colli nel 1977, la rete dellecreuze(i vecchi percorsi mulattieri incassati tra muri in pietra) si è salvata. Caminare sullo Scorlazzone significa calpestare la stessa pietra usata per secoli dai contadini che salivano a Città Alta per vendere latte, uova e formaggi nei mercati rionali.
Il Castello di San Vigilio
Situato sul punto topografico più alto del sistema collinare cittadino, il Castello di San Vigilio ha radici che risalgono al VI secolo. Fu ampliato dai Visconti e successivamente rinforzato dalla Repubblica di Venezia, che vi costruì bastioni e cunicoli sotterranei collegati direttamente alla Porta San Alessandro di Città Alta.
I 4 Punti Fotografici da Non Perdere (Guida Instagrammabile)
Per chi ama la fotografia di paesaggio o desidera portare a casa qualche scatto memorabile, ecco dove puntare l’obiettivo lungo l’anello:
- Il Prospetto di Astino dai Vigneti:A metà di via Astino, fermandosi lungo la leggera salita in ciottolato, si ha la prospettiva perfetta sul complesso monastico incorniciato dai filari di vite e dalle colline.
- Lo Scorlazzone dall’Alto:Arrivati negli ultimi venti gradini della Salita dello Scorlazzone, girandosi di 180 gradi si cattura una composizione prospettica unica: i gradini in pietra che scendono verso il fondo valle verdeggiante.
- Il Balcone su Città Alta da Via San Sebastiano:Lavorando con uno zoom leggero, dalla strada si riescono a inquadrare la Cupola del Duomo, la Torre del Gombito e il Campanone che emergono dal profilo delle Mura Veneziane.
- Il Tramonto dal Castello di San Vigilio:Dalla terrazza superiore del castello, la luce delle ultime ore del pomeriggio colora di arancione i tetti di Città Alta e la pianura che si stende a perdita d’occhio verso Milano.
La Mappa delle Scalinate di Bergamo: Oltre lo Scorlazzone
L’esperienza dello Scorlazzone fa spesso venire la voglia di scoprire gli altri percorsi pedonali a gradini della città. Bergamo conta infatti oltre30 scalinate storichemappate. Se questo itinerario vi è piaciuto, ecco le altre tre scalinate da segnare in agenda per le prossime uscite:
- Salita della Scaletta:Collega via Suardi a Porta Sant’Agostino. È una delle più lunghe e scenografiche, immersa in un bosco di piante secolari che costeggia i bastioni delle Mura Veneziane.
- Scaletta di Vicolo San Tomaso:Un passaggio intimo e nascosto che parte nei pressi dell’Accademia Carrara e sale verso la Porta Sant’Agostino tra antichi muri perimetrali.
- Scaletta delle Nocette:Situata sul versante nord dei colli, collega la zona della Valtesse con via San Vigilio attraverso un percorso immerso tra boschi di castagno e cedri.
Natura e Biodiversità: La Flora del Parco dei Colli
Nonostante la vicinanza immediata con le aree urbanizzate, il Parco dei Colli di Bergamo custodisce una varietà botanica sorprendente.
Lungo il percorso ad anello è possibile osservare la transizione tra due ecosistemi differenti:
- Il versante solatio (Astino e San Vigilio sud):Esposto al sole e protetto dai venti freddi del nord, è caratterizzato da vegetazione mediterranea e sub-mediterranea. Qui prosperano l’ulivo, il fico, la vite, il cipresso e piante aromatiche come timo e rosmarino selvatico.
- I boschi delle vallette fresche:Nelle zone d’ombra tra via Sudorno e lo Scorlazzino dominano il castagno, il carpino nero, la roverella e il robinia, offrendo un microclima fresco e piacevole anche nelle giornate estive più calde.
particolarmente affascinante è la presenza deimuretti a secco, un habitat micro-ecologico fondamentale che ospita felci rare (Asplenium ruta-muraria), lucertole murali e piccoli insetti impollinatori.
FAQ sulla Passeggiata anello dei Colli di Bergamo
Bisogna davvero fare mille scalini per completare il percorso?
No, “i mille scalini” è il nome storico con cui i bergamaschi identificano la rete di gradinate sui colli. L’anello ne percorre solo un breve tratto (il più famoso è lo Scorlazzone con 162 gradini), intervallato da ampi tratti in piano e discese dolci.
Dove è meglio parcheggiare l’auto?
I punti più pratici sono i parcheggi di via Fratelli Rota a Bergamo Bassa (quartiere Conca d’Oro) oppure i parcheggi dedicati a pagamento nella piana del Monastero di Astino.
Qual è l’orario migliore per percorrere l’anello?
La mattina presto nei mesi estivi per camminare con il fresco, oppure il tardo pomeriggio in autunno e primavera per godersi i colori del tramonto che illuminano le mura veneziane e i vigneti.
Che tipi di calzature consigli per l’anello del parco dei colli di Bergamo?
E’ sempre meglio indossarescarpe adatte al trekkingin quanto il percorso in alcuni punti è disconnesso. Sconsiglio vivamente scarpe con tacco e sandali, anche se mi pare scontato.
Quanto dura la salita?
Salendo con calma il percorso dura circa 1.5-2.0 h, senza affanni. Per chi ha un passo spedito anche meno
Qual è il dislivello del percorso?
Sono 289 metri distribuiti lungo il percorso.
Se sono stanco c’è qualche soluzione alternativa?
Volendo se si è stanchi si può optare la discesa con la funicolare e poi con i mezzi o a piedi arrivare al parcheggio
Serve una mappa o una traccia GPX per non perdersi?
L’itinerario è ben segnalato dai cartelli del Parco dei Colli e del CAI. Le strade e le scalinate sono obbligate, per cui è davvero difficile smarrire la via. Tuttavia, consultare una mappa digitale sullo smartphone (es. Google Maps o Komoot) può aiutare a orientarsi tra i vari bivii di San Vigilio.
Giudizio dell’escursione
Difficoltà del giro ad Anello a Città Alta
Pranzo a Città Alta
Bellezza della camminata














