Iltrekking da Premana al Rifugio Casera Vecchiadi Varrone è un’escursione che consiglio spesso a chi vuole scoprire un pezzo di Valsassina meno battuto del solito, ripercorrendo quella che un tempo era l’Antica Via del Ferro. È una salita lunga, va detto subito, ma mai difficile — e attraversa una valle, la Val Varrone, dove la montagna si mescola alla storia mineraria del paese in un modo che raramente si trova altrove.
Vi racconto come è stato, con tutte le informazioni utili per organizzarla — dal parcheggio a Premana fino ai tempi di percorrenza e ai dettagli tecnici.
Scheda Tecnica dell’Escursione Premana Rifugio Casera Vecchia
| Parametro | Dettaglio |
| Punto di Partenza | Premana, Via Giabbio – Zona Industriale (750 m) |
| Punto di Arrivo | Rifugio Casera Vecchia di Varrone (1.675 m) |
| Dislivello Positivo | Circa 940 metri |
| Tempi di Percorrenza | 2 ore e 45 min (Salita) | 1 ora e 50 min (Discesa) |
| Lunghezza Totale (A/R) | Circa 14,5 km |
| Difficoltà Tecnica | E (Escursionistico – richiede un buon allenamento) |
| Periodo Consigliato | Da maggio a novembre (verificare presenza neve/ghiaccio d’inverno) |
Come arrivare e dove parcheggiare a Premana
Da Lecco o Milano il modo più semplice è risalire la Valsassina lungo la SS36, uscendo a Bellano/Valsassina, per poi proseguire fino a Taceno e salire verso Premana. C’è anche la strada panoramica della Valvarrone da Dervio, ma è stretta e piena di tornanti — bella da vedere, meno comoda da guidare, quindi la lascerei a chi ha voglia di fare un giro più lento.
Una cosa da sapere prima di partire: il sentiero non parte dal centro del paese, ma più in basso, nella zona industriale di Premana, inVia Giabbio, a circa 750 metri di quota. Lì trovate diverse piazzole lungo la strada, vicino al ponte sul torrente Varrone. L’unico problema è che nei weekend estivi e autunnali i posti finiscono in fretta — se arrivate tardi la mattina rischiate di dover lasciare l’auto nei parcheggi a pagamento del centro (per esempio quello di Via Papa Giovanni XXIII), il che significa aggiungere un quarto d’ora a piedi in discesa all’andata e venti minuti in salita al ritorno. Consiglio spassionato:partite presto.
Il percorso da Premana al Casera Vecchia: le tappe
1. Da Via Giabbio all’Alpe Forni (1.105 m)
Si parte dalla zona industriale seguendo la strada agro-silvo-pastorale che costeggia il torrente Varrone. Il primo tratto è all’ombra del bosco, con pendenza dolce e regolare — un buon riscaldamento prima che il sentiero cominci a salire sul serio.
Superato il torrente su un ponte in cemento, la mulattiera prende quota con tornanti più stretti. Ed è qui che si comincia a notare qualcosa di diverso rispetto ad altre valli della zona: lungo il cammino si incontrano vecchi forni di fusione e ingressi di miniere ormai abbandonate, testimonianze dirette dell’estrazione del ferro che, secoli fa, ha reso Premana famosa per la lavorazione di lame e forbici — un mestiere che qui, in realtà, non si è mai fermato. In circa un’ora si arriva all’Alpe Forni (1.105 m), una conca prativa aperta tra le pareti della valle, buona per una prima sosta.
2. Dall’Alpe Forni a Vegessa
Dall’Alpe Forni si continua sulla carreggiata, piegando leggermente a destra, mentre il panorama comincia ad aprirsi sulle cime che chiudono il fondo della Val Varrone. Poco dopo si passa dall’Alpe Casarsa (circa 1.400 m), con le sue baite in pietra ancora ben tenute, e poi si arriva al pianoro di Vegessa (1.510 m).
Vegessa è uno dei punti in cui mi fermo sempre volentieri: il torrente forma qui alcune pozze d’acqua limpida, perfette per rinfrescarsi nelle giornate più calde. Se avete tempo, vale la pena rallentare un po’ proprio in questo tratto.
3. L’ultimo tratto fino al Rifugio Casera Vecchia (1.675 m)
Da Vegessa la valle si stringe. C’è una deviazione verso l’Alpe Barconia che io ho lasciato perdere, restando sul sentiero principale, che sale con tornanti più decisi tra pascoli e affioramenti rocciosi. Dopo circa due ore e quarantacinque minuti di cammino dalla partenza, compare all’improvviso la sagoma in pietra del Rifugio Casera Vecchia di Varrone, in una conca aperta circondata dal Pizzo dei Tre Signori, dal Pizzo Alto e dalla Cima di Piazzo. È uno di quei punti in cui la fatica della salita si dimentica in fretta.
Cosa mangiare e sosta al rifugio
Il Rifugio Casera Vecchia è gestito con cura, e si vede dalla cucina: polenta taragna con brasato, stufato di cervo, formaggi d’alpeggio locali — compreso il Bitto, che da queste parti è quasi un simbolo — e torte casalinghe che chiudono bene il pranzo. Nei weekend di alta stagione conviene telefonare prima per prenotare, perché il rifugio si riempie facilmente.
Varianti ed estensioni dell’itinerario
Chi ha gambe e tempo in più ha diverse opzioni da qui:
- Bocchetta di Trona e Lago d’Inferno:Si può proseguire verso la Bocchetta di Trona (2.092 m) e scendere fino alla conca del Lago d’Inferno, in Val Gerola.
- Pizzo dei Tre Signori (2.554 m):Il rifugio è anche uno dei punti d’appoggio classici per salire al Pizzo dei Tre Signori tramite la Bocchetta di Valtorta — un itinerario impegnativo, con tratti esposti, da lasciare a chi ha esperienza (livello EE).
- Rifugio S.C.A.R. e Alpe Artino:Per chi vuole restare più tranquillo, c’è un breve traverso panoramico verso il Rifugio S.C.A.R. e l’Alpe Artino, buono per esplorare gli alpeggi più alti della valle senza impegnarsi troppo.
- Rifugio Santa Rita: è possibile proseguire verso ilRifugio Santa Rita, creando un percorso ad anello che permette di ammirare panorami diversi e di arricchire l’esperienza con qualche chilometro in più di cammino. Questo tipo di itinerario è ideale per chi desidera una giornata di trekking più lunga, senza ripetere lo stesso percorso all’andata e al ritorno, e offre l’opportunità di esplorare angoli meno frequentati dellaVal Varrone, immersi nella natura incontaminata e nella tranquillità dei boschi e dei pascoli alpini.
Perché sceglierlo
| Elemento | Valore |
|---|---|
| Freschezza estiva | Il bosco e la posizione lo rendono ideale per camminare al riparo dal sole |
| Storia viva | Percorso storico con atmosfere di altri tempi |
| Panorami alpini unici | Vista su Pizzo Varrone e conca Varrone |
| Ospitalità autentica | Rifugio e cucina casalinga in un contesto familiare |
Consigli utili
- Indossascarpe tecnicheda trekking
- Porta acqua: il rifugio offre ristoro ed è presente una fontanella lungo il percorso, ma ti consiglio di avere unaBorraccia
- Se hai in mente la salita alPizzo Varrone, prosegui dal rifugio con attrezzatura adeguata
- Controlla l’apertura del rifugio, soprattutto fuori stagionerifugiovarrone.com
FAQ per affrontare il trekking Premana Rifugio Casera Vecchia Varrone
È adatto ai bambini?
Il percorso si sviluppa tutto su mulattiera o sterrata, senza tratti esposti, quindi tecnicamente sì. Il problema è la lunghezza: quasi 1.000 metri di dislivello e oltre 14 km totali sono tanti per un bambino piccolo. Lo consiglierei da 9-10 anni in su, e solo se già abituati a camminare in montagna.
Si può fare con il cane?
Sì, senza problemi. Tenetelo al guinzaglio vicino agli alpeggi — Forni, Casarsa, Vegessa — dove c’è bestiame al pascolo. L’acqua non manca lungo quasi tutto il percorso, grazie al torrente che accompagna la salita.
Si può fare in mountain bike o e-bike?
Sì, ed è anzi un itinerario piuttosto frequentato dagli appassionati di E-MTB. Le pendenze sono costanti e il fondo compatto, quindi la salita si affronta bene anche in sella.
Dove si parcheggia per iniziare il trekking?
Il punto di partenza ideale èPremana, dove è possibile lasciare l’auto in uno dei parcheggi pubblici disponibili in via Giabbio (Zona industriale). Da qui il sentiero verso ilRifugio Casera Vecchiaè chiaramente segnalato, e in pochi minuti si arriva alla mulattiera che conduce verso la Val Varrone. È consigliabile arrivare presto la mattina nei fine settimana per assicurarsi un posto libero.
Qual è il periodo migliore per fare questa escursione?
Il periodo ideale per il trekking va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, quando i sentieri sono liberi dalla neve e il clima è mite. Luglio e agosto offrono panorami spettacolari e prati fioriti, mentre settembre e inizio ottobre regalano i colori caldi dell’autunno. In inverno, la presenza di neve rende il percorso più tecnico e consigliabile solo a escursionisti esperti muniti di attrezzatura adeguata.
Quanto dura il trekking fino al Rifugio Casera Vecchia?
Il tempo medio di percorrenza a passo moderato è di circa 2 ore e 45 minuti per raggiungere il rifugio partendo da Premana. Ovviamente, il tempo può variare in base al ritmo, alle soste fotografiche e alla stagione.
Cosa portare nello zaino per questa escursione?
È consigliabileportare acqua, snack energetici, abbigliamento a strati, giacca impermeabile, bastoncini da trekking e scarpe adatte. Una mappa o un dispositivo GPS possono essere utili per seguire i segnavia, specialmente se si scelgono varianti o itinerari alternativi.
È possibile pernottare al Rifugio Casera Vecchia?
Sì, il rifugio offre camere e posti letto per chi desidera trascorrere la notte in quota. Prenotare in anticipo è consigliato soprattutto nei mesi estivi e nei weekend, quando il rifugio è più frequentato. L’esperienza notturna permette di godere della montagna al tramonto e all’alba, con panorami spettacolari.
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