La priorità dei tempi in Fotografia

Se abbiamo una fotocamere Reflex o Mirrorless abbiamo tre modalità di scatto principale: Priorità dei Tempi, Priorità dei Diaframmi e Automatica. Il primo passo dopo l’utilizzo della modalità automatica di scatto è passare in priorità dei tempi per scattare una fotografia.

Molti amano definire la priorità dei tempi una modalità semi-automatica in quanto lasciamo alla macchina l’onere di gestire l’apertura del diaframma. In realtà questa modalità di scatto richiede comunque una certa padronanza delle tecniche fotografiche in quanto ci sono dei vincoli da tenere in considerazione. 

Cosa si passa in priorità dei Tempi?

La priorità dei tempi si attiva ruotando la ghiera posta sopra nella parte superiore della fotocamera sul valore T, Tv oppure S (tale valore dipende dalla marca della fotocamera). 
Da questo momento e permette di avere il pieno controllo del tempo di scatto.

Cosa fa la fotocamera?

Se abilitiamo la priorità dei tempi, la fotocamera regolerà il tempo di apertura dell’otturatore. Ovvero regolando il tempo di apertura determiniamo quanta luce dovrà entrare e raggiungere il sensore della fotocamera lasciando alla fotocamera la gestione dell’apertura del diaframma.

La velocità dell’otturatore come spiegato in precedenza determina la quantità di luce per ottenere l’esposizione che desideriamo. Con uno scatto lento, entrerà più luce dentro il nostro obiettivo, se settiamo una velocità “alta”, verrà raccolta poca luce.

Quasi sono i tempi da utilizzare?

In base al tipo di fotografia che vogliamo andare a realizzare è necessario scegliere l’adeguato tempo di scatto, possiamo dividere i tempi in 3 macro gruppi:

  • Tempi corti : Sono tempi da 1/320 a 1/4000. Servono per catturare l’attimo in scene in movimento, per movimento non intendo solo fotografare una macchina a 330 all’ora ma anche persone che corrono o onde che si infrangono sugli scogli. Ad esempio possiamo utilizzare un tempo di 1/1000 per fotografare una formula 1, mentre tempi tra 1/320 e 1/500 per fotografare persone in movimento.
  • Tempi medi : Tempi da 1/30 a 1/250 -Sono sicuramente la gamma di tempi più utilizzati. Sono tempi ideali per scattare il ritratto di una persona in posa, un panorama, il vostro cane che schiaccia un pisolino. Il risultato è un’immagine nitida senza effetto di mosso. Ovviamente ne parleremo dopo più i tempi sono lenti più il rischio di micromosso aumenta.
  • Tempi lunghi : Tempi da 1/15 a 30 Secondi. Sono tempi di esposizione molto lunga e che permettono di realizzare effetti particolari. Per questo tipo di foto serve il massimo della stabilità in  quanto basta una minima vibrazione per creare foto mosse o micromosse. Per fare questo tipo di foto è utile avere un cavalletto e un sistema di scatto remoto, oppure sfruttare la modalità scatto ritardato della fotocamera.

Quando si genera il mosso?

Non esiste una regola scritta per evitare il mosso, infatti molto dipende dalla nostra freddezza nel reggere la fotocamera e dalla situazione in cui ci troviamo.

Diciamo che con un obiettivo 24-105mm è consigliato non scendere sotto 1/80 a mano libera. Ovviamente più allunghiamo la focale più questo tempo aumenta in quanto anche con obiettivi stabilizzati il rischio di mosso/micro mosso è molto alto.

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