Monte Bollettone dall'alpe del Vicerè

Trekking al Monte Bolettone dall’Alpe del Vicerè

Il trekking al Monte Bolettone dall’Alpe del Vicerè è probabilmente l’accesso più comodo a uno dei panorami migliori del Triangolo Lariano. 1.317 metri di quota, 414 di dislivello, meno di un’ora di salita: bastano per un balcone a 360° su Alpi, laghi e Brianza, a un’ora d’auto da Milano. (Lo trovate scritto anche “Bollettone”, con due “L”: è lo stesso monte.)

Questo trekking si trova in provincia di Como e offre esperienze diverse in base all’orario: una camminata diurna per godersi il panorama alpino, oppure un’escursione al tramonto per vivere uno spettacolo mozzafiato sui laghi lombardi.

Scheda tecnica dell’escursione

ParametroDettaglio
📍 Punto di partenzaAlpe del Vicerè (Albavilla, CO) – 903 m
🏁 Punto di arrivoVetta del Monte Bolettone – 1.317 m
📈 Dislivello414 m circa
📏 Lunghezza2,5 km (sola andata, via diretta)
⏱️ Tempo di camminoSalita: 45-60 min — Discesa (via diretta): 40 min — Variante ad anello con Capanna Mara: 1h20 dalla vetta al parcheggio
🗺️ SentieroNon numerato CAI, ma ben segnalato e molto frequentato
🥾 DifficoltàE (Escursionistico) — nessuna esposizione pericolosa, ma richiede un minimo di allenamento nella prima mezz’ora
🍲 Punto di ristoroBaita Patrizi (930 m, riaperta nel 2024) o Rifugio Capanna Mara, lungo la variante ad anello
🐕 Cani ammessiSì, percorso privo di passaggi esposti o scivolosi
📸 Panorami per la foto5/5 (vista su Alpi, Grigne, Resegone, Lago di Como e, nelle giornate terse, Monte Rosa e Milano)

Nota: la mappa GPX offline è consigliata (Komoot o Outdooractive) per via della copertura di rete discontinua nel bosco.

Come arrivare all’Alpe del Vicerè

L’accesso principale e più comodo per questo trekking è l’Alpe del Vicerè, un vasto altopiano verdeggiante nel comune di Albavilla, in provincia di Como. Dista circa un’ora d’auto da Milano, su una strada tortuosa e panoramica che sale dal centro di Albavilla. Arrivati in quota, trovate un ampio parcheggio asfaltato e sterrato (coordinate GPS: 45.8167, 9.2833).

⚠️ Attenzione al parcheggio: l’area di sosta è a pagamento fino alle 20:00, gestita di solito tramite parchimetri. Portate con voi delle monete: i terminali POS in quota faticano spesso a connettersi per l’assenza di segnale internet affidabile, e anche le app di pagamento digitale potrebbero non caricarsi. Se salite nel tardo pomeriggio per l’aperitivo al tramonto, verificate gli orari di tariffazione sui cartelli — in alcune stagioni, dopo una certa ora, il parcheggio potrebbe essere libero, ma meglio avere sempre qualche moneta di scorta.


L’Itinerario Dettagliato: Passo dopo Passo verso la Vetta

Lasciata l’auto, ci si incammina verso il limite superiore del parcheggio, nei pressi del Jungle Raider Park. Superata una sbarra metallica, dopo un centinaio di metri si incontra un bivio: tenendo la sinistra e costeggiando il parco avventura, si imbocca una larga mulattiera con fondo in cemento e pietre.

Il bosco e le prime pendenze

Non lasciatevi ingannare dall’ampiezza della strada: il sentiero comincia subito a farsi sentire sui polpacci. Le pendenze, in questa prima mezz’ora, sono costanti e a tratti piuttosto ripide. Si cammina immersi in un bosco fresco di faggi e castagni — un vero toccasana nelle calde giornate estive.

Lungo i primi tornanti si incontra la deviazione per laTorre del Broncino, un’antica struttura di avvistamento risalente al XVI secolo: merita una brevissima deviazione fotografica per spezzare il fiato.

A circa metà salita, poco più in alto rispetto al sentiero, si incontra anche la possibilità di deviare verso laBaita Patrizi(930 m): riaperta nel 2024 dopo quasi dieci anni di chiusura, è oggi gestita da una famiglia del posto e aperta tutto l’anno, da mercoledì a domenica. Vale la pena tenerla a mente, soprattutto considerando che il rifugio in vetta risulta chiuso: è l’alternativa più comoda per un ristoro lungo il percorso, non solo a fine giornata.

L’uscita dal bosco e l’attacco finale

Superata la prima mezz’ora, il bosco comincia a diradarsi. Il fondo cementato lascia spazio al classico sentiero sterrato di montagna, e la vista si apre verso est: è qui che si ha il primo vero assaggio del panorama, con le pareti rocciose delle Grigne e il profilo dentellato del Resegone che si stagliano davanti.

Manca ormai poco. Guardando in alto a sinistra si profila ilRifugio Bolettone(storicamente noto anche come Capanna San Pietro), una struttura proprio a ridosso della vetta. Attualmente il rifugio risulta chiuso — un dettaglio da tenere a mente per organizzare scorte d’acqua e cibo.

Al bivio poco sotto la vetta (dove si incrocia il sentiero che arriva dal Doss de Maio e da Capanna Mara), si svolta a sinistra. Ancora un paio di tornanti ripidi su prato, e si raggiunge la croce di vetta.

Il panorama a 360°

La fatica della salita si dimentica subito, appena si tocca la croce. Nelle giornate terse, spazzate dal vento da nord, la vista è di quelle che restano impresse:

  • A nord: il Monte Palanzone e il Monte San Primo, le cime più alte del circondario, con le Alpi Orobie e il Monte Legnone più in lontananza
  • A est: la Grigna Settentrionale, la Grignetta, i Corni di Canzo e il Resegone
  • A ovest e nord-ovest: il Lago di Como e, nelle giornate più limpide, il Monte Rosa e il Monte Bianco
  • A sud: la pianura brianzola con i laghetti di Pusiano e Alserio, e nelle giornate più terse fino agli Appennini e allo skyline di Milano

Aperitivo al tramonto: la golden hour

Se c’è un motivo che rende questo trekking davvero speciale, è la possibilità di godersi un tramonto indimenticabile. La cresta erbosa, ampia e digradante verso il lago, è un anfiteatro naturale perfetto per aspettare la sera.

Dato che il rifugio in vetta è chiuso, l’organizzazione è tutto: dimenticate gli snack industriali, un ambiente così merita sapori autentici. Un buon salame nostrano tagliato al coltello, formaggi d’alpeggio, pane casereccio croccante, magari qualche sfiziosità che richiami i gusti delle valli lombarde o bergamasche. Da accompagnare con una bottiglia (un Franciacorta fresco, avvolto bene nello zaino per proteggerlo) o una birra artigianale.

⚠️ Consiglio vitale per la discesa serale: godersi il tramonto significa rientrare al crepuscolo o al buio. È obbligatorio avere con sé una torcia frontale ben carica — non affidatevi solo alla torcia del cellulare, vi servono le mani libere e la batteria del telefono per altro.

Cosa portare per un aperitivo perfetto in quota

Dato che il rifugio in vetta è chiuso, l’organizzazione è tutto. Dimentica i tristi snack industriali: un ambiente così puro merita sapori autentici.

Riempi il tuo zaino con i prodotti veri del territorio o con ciò che più ami della gastronomia montana. Un buon salame nostrano tagliato al coltello in modo rustico, formaggi d’alpeggio o un buon salame, del pane casereccio croccante e, perché no, qualche sfiziosità locale che richiami i gusti forti e genuini delle valli lombarde o delle vicine montagne bergamasche e valtellinesi. Accompagna il tutto con una buona bottiglia (magari un Franciacorta fresco, avendo cura di avvolgerlo bene nello zaino per mantenerne la temperatura e proteggere il vetro) o una birra artigianale.

Mentre sorseggi il tuo calice, osserverai il Lago di Como trasformarsi in uno specchio d’oro, poi arancio, poi viola. Le ombre dei monti si allungano e il silenzio regna sovrano. È un’esperienza di “slow travel” che riconcilia con il mondo.

Consiglio vitale per la discesa serale:Godersi il tramonto significa rientrare al crepuscolo o al buio. È assolutamente obbligatorio avere con sé unatorcia frontaleben carica (non affidatevi solo alla torcia del cellulare, vi serve avere le mani libere ed evitare di scaricare la batteria del telefono).

Escursione con il cane

Il tracciato per il Bolettone è molto dog-friendly: privo di punti esposti, ferrate o passaggi su roccia scivolosa, si adatta bene anche a cani energici e abituati alla vita outdoor. Due regole d’oro, però: portate acqua a sufficienza anche per lui (non ci sono fontane lungo il percorso, né in vetta), e tenetelo vicino o al guinzaglio nei tratti boschivi, specialmente al crepuscolo, quando la fauna selvatica si fa sentire di più.Variante ad anello: rientro per Capanna Mara e Doss de Maio

Se il trekking classico vi sembra troppo breve e volete allungare la giornata, la variante che passa per il Rifugio Capanna Mara è la soluzione ideale.

Dalla croce del Bolettone, invece di ripercorrere il sentiero di andata, si scende fino al bivio incontrato poco prima della cima e si seguono i cartelli per Capanna Mara. Il sentiero diventa un morbido crinale erboso con panorami continui sul lago, e in breve si raggiunge ilDoss de Maio(1.267 m), un rilievo secondario perfetto per altre fotografie.

Proseguendo, il sentiero rientra nella faggeta e scende verso laBocchetta di Lemna, lo snodo che separa idealmente il Bolettone dal Monte Palanzone. Svoltando a destra, dopo un paio di tornanti, si arriva alRifugio Capanna Mara, costruito negli anni ’60, quasi sempre aperto nei weekend (tutti i giorni in estate) — il luogo perfetto per una fetta di torta o un caffè caldo.

✅ Da sapere: proprio dalla Bocchetta di Lemna, proseguendo oltre Capanna Mara invece di scendere verso l’Alpe del Vicerè, si può continuare lungo la Dorsale Lariana fino al Monte Palanzone e, da lì, alRifugio Riella— sì, lo stesso rifugio raggiungibile anche dalla Colma di Sormano. È un’altra via di accesso alla stessa meta, più lunga ma percorribile per chi vuole trasformare la giornata in un trekking più ambizioso.

Dal Capanna Mara, il rientro all’Alpe del Vicerè è una piacevole discesa nel bosco, passando anche dal Rifugio Cacciatori. Nell’ultimo tratto la strada sterrata torna parzialmente asfaltata, riconducendo al parcheggio, sul lato opposto rispetto al Jungle Raider Park. Questa variante richiede, dalla vetta al parcheggio, circa 1h20 di cammino rilassato.

Consigli fotografici

Per gli appassionati di fotografia, il Bolettone offre spunti eccezionali. Al tramonto, un cavalletto leggero in carbonio aiuta con le lunghe esposizioni quando la luce scende. Un grandangolare (16-35mm) cattura l’intera vastità del panorama lacustre con la croce in primo piano; un medio-teleobiettivo (70-200mm) invece isola bene i dettagli dello skyline milanese o schiaccia i piani delle vette alpine innevate in lontananza.

Abbigliamento e preparazione per stagione

Estate: evitate le ore centrali della giornata, la salita esposta al sole nel tratto finale può risultare spossante. Il tardo pomeriggio, per l’aperitivo al tramonto, resta il momento migliore.

Inverno: giornate terse e panorama al massimo della limpidezza, ma il tratto finale e la variante per Capanna Mara possono presentare neve o ghiaccio. Ramponcini da escursionismo, guanti e guscio antivento sono obbligatori, non un’opzione.

Primavera e autunno: le stagioni migliori in assoluto — verde acceso a maggio, foliage infuocato a fine ottobre. Basta un abbigliamento a strati e scarponcini impermeabili.

Alcune domande e risposte sull’escursione al Monte Bolettone

Quanto dura il trekking al Monte Bolettone dall’Alpe del Vicerè?

La salita diretta richiede 45–60 minuti a passo medio. Se non siete allenati o non siete abituati a dislivelli di questo tipo, mettete in conto anche il doppio del tempo: è un percorso ripido fin dai primi minuti, e i tempi indicati online sono spesso quelli di camminatori esperti o del posto. Per la variante ad anello con rientro da Capanna Mara, calcolate circa 1 ora e 20 minuti dalla vetta al parcheggio.

Il Rifugio Bolettone è aperto?

No, attualmente il Rifugio Bolettone (ex Capanna San Pietro) risulta chiuso(Agosto 2026). Portate quindi acqua e cibo sufficienti per tutta l’escursione, compreso l’eventuale aperitivo in vetta. Il Rifugio Capanna Mara, lungo la variante ad anello, è invece generalmente aperto nei weekend e tutti i giorni in estate.

Si può fare il Monte Bolettone con i bambini?

Sì, è un percorso adatto anche a famiglie con bambini abituati a camminare, perché non presenta tratti esposti o passaggi su roccia. Va però considerata la pendenza dei primi 30 minuti, che può risultare impegnativa per gambe piccole: prevedete soste frequenti e partite con calma.

Si può fare con il cane?

Sì, il sentiero è privo di passaggi esposti o scivolosi ed è adatto anche a cani energici. Portate però acqua a sufficienza anche per lui (non ci sono fontane lungo il percorso) e tenetelo al guinzaglio nei tratti boschivi, dove non è raro incontrare fauna selvatica, specialmente al crepuscolo.

Serve attrezzatura da neve in inverno?

Sì. Nella stagione fredda la parte finale del sentiero e la variante per Capanna Mara possono presentare neve o ghiaccio. Ramponcini da escursionismo, guanti e un guscio antivento sono da considerare parte dell’equipaggiamento essenziale, non un’opzione.

Dove si parcheggia e quanto costa?

Il parcheggio si trova all’Alpe del Vicerè (coordinate: 45.8167, 9.2833) ed è a pagamento tramite parchimetro. Portate monete: la copertura di rete in quota è discontinua e sia i POS che le app di pagamento digitale possono non funzionare.

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