Lago di Sasso ai piedi del Pizzo dei Tre Signori in Val Biandino

Trekking Val Biandino: Anello dal Rifugio Tavecchia al Rifugio Santa Rita e Lago di Sasso

Iltrekking Val Biandinoè la risposta perfetta per quelle calde giornate di agosto in cui la pianura diventa semplicemente invivibile e l’unica cosa che viene in mente è cercare quota, aria fresca e un po’ di silenzio. Questa splendida vallata alpina, che si apre sopra Introbio e Primaluna nel cuore dellaValsassina, regala itinerari ad anello tra i più affascinanti dell’intero gruppo orobico lecchese.

È una valle che conosco bene, ma ogni volta che ci torno mi colpisce per lo stesso motivo: essendo interamente chiusa al traffico veicolare privato, ha mantenuto quell’aria autentica che altre zone più blasonate delle montagne lecchesi hanno un po’ perso. Si sentono le marmotte fischiare tra le pietraie, i campanacci delle mucche al pascolo negli alpeggi e il torrente in sottofondo. Poco altro.

In questa guida vi racconto nel dettaglio l’escursione ad anello che sale alRifugio Santa Ritapassando dalPasso Tre Croci, per poi scendere alla conca glaciale delLago di Sassoe chiudere il giro tornando al punto di partenza. Troverete tutti i dati tecnici, le informazioni pratiche sulla navetta Jeep da Primaluna e i consigli per organizzare la giornata al meglio.

Scheda Tecnica del Trekking Val Biandino

DettaglioInformazione / Dato Tecnico
Partenza Navetta:Parcheggio ex Norda – Primaluna (LC)
Punto di Partenza Trekking:Rifugio Tavecchia(1.200 m s.l.m.)
Tappe Principali:Rif. Tavecchia → Santuario Madonna della Neve → Passo Tre Croci → Rif. Santa Rita (1.988 m) → Lago di Sasso (1.922 m) → Baite di Sasso → Rif. Tavecchia
Dislivello Positivo:+520 m circa (+600 m considerando i saliscendi)
Tempo di Percorrenza:4,5 – 5 ore (escluse le soste)
Difficoltà:E(Escursionistico– serve passo sicuro nel traverso verso il lago)
Periodo Consigliato:Da maggio a ottobre

In una calda giornata d’agosto finalmente sono riuscito a organizzare una bella escursione inVal Biandino, partendo dalla bocca della valle e dirigendomi verso ilRifugio Santa Ritae il suggestivoLago di Sasso. Per evitare la lunga salita da Introbio alRifugio Tavecchia, abbiamo approfittato del comodo servizio Jeep messo a disposizione dallo stesso rifugio (in alternativa è possibile contattare anche ilRifugio ValBiandino).

Le Jeep delRifugio Tavecchiapartono ogni 15-20 minuti dall’ampio parcheggio dell’aziendaNordaa Primaluna (Lecco), dove puoi lasciare la tua auto gratuitamente e senza limiti di orario. Il tragitto verso la Val Biandino dura circa 30 minuti e il costo è di 14€ andata e ritorno. Basta contattare telefonicamente il rifugio e concordare l’orario della tua escursione.

Come Arrivare in Val Biandino: Il Servizio Jeep del Rifugio Tavecchia

Prima cosa fondamentale da sapere: per salire in Val Biandino a piedi da Introbio bisogna percorrere circa 8 chilometri di strada sterrata e superare oltre 600 metri di dislivello solo per arrivare alRifugio Tavecchia, che è il vero punto di partenza delle camminate in quota. Se l’obiettivo della giornata è esplorare la zona alta — il Rifugio Santa Rita e il Lago di Sasso — fare tutta quella salita a piedi all’andata e al ritorno rischia di consumare le gambe prima ancora di iniziare il pezzo bello.

Per questo motivo conviene approfittare del comodoservizio navetta in Jeep 4×4messo a disposizione dal Rifugio Tavecchia (in alternativa ci si può appoggiare anche al Rifugio ValBiandino).

  • Dove parcheggiare:Si parte dal piazzale dell’ex stabilimento Norda aPrimaluna(Lecco). Il parcheggio è del tutto gratuito e senza limiti di orario: si lascia l’auto lì la mattina senza pensieri per l’intera giornata.
  • Orari e Frequenza:Durante l’estate, nei fine settimana e per tutto il mese di agosto, le Jeep fanno la spola continuamente, indicativamente ogni 15-20 minuti.
  • Prezzi e Prenotazione:Il biglietto di andata e ritorno costa14 euro a persona. Conviene sempre chiamare il rifugio con un giorno o due di anticipo per prenotare la fascia oraria di salita.
  • Il Tragitto:Il percorso in fuoristrada dura circa 30 minuti. Risale una gola stretta e selvaggia scavata dal torrente Troggia, tra tornanti e pareti di roccia. Quando si sbuca sui pascoli aperti del Tavecchia (1.200 m), il cambio di atmosfera è netto: in mezz’ora ci si ritrova catapultati in un altro mondo.

Dal Rifugio Tavecchia al Santuario della Madonna della Neve

Scesi dalla Jeep al piazzale del Tavecchia, si allacciano gli scarponi e si parte a piedi lungo la mulattiera che risale la valle affiancando il torrente. Questo primo tratto è quasi pianeggiante, perfetto per scaldare i muscoli.

Trekking Val Biandino verso il Rifugio Santa Rita e Lago di Sasso

In circa venti minuti di camminata piacevole si raggiunge ilSantuario della Madonna della Neve(1.595 m), una suggestiva chiesetta del Seicento eretta come ex-voto dai valligiani. Rappresenta il vero e proprio punto di riferimento della Val Biandino: qui si incrociano i sentieri principali ed è presente anche un piccolo punto ristoro dove riempire le borracce prima di iniziare a salire.

Bivio per andare al Rifugio Santa Rita o al lago di Sasso
cartello sentieri val biandino

Il Bivio: Quale Sentiero Scegliere?

Proprio nei pressi del Santuario si trova la deviazione fondamentale:

  1. Dritto (Sentiero di Fondovalle):Porta direttamente al Lago di Sasso. Se affrontato in salita è piuttosto ripido, sassaio e faticoso, quindi poco consigliato per iniziare il giro.
  2. A Sinistra (Verso il Passo Tre Croci):È la traccia ideale per compiere l’anello. Sale in modo più progressivo e costante, regalandoti panorami aerei sulla valle fin dai primi tornanti.

La Salita al Passo Tre Croci e al Rifugio Santa Rita (1.988 m)

Imboccando il sentiero di sinistra, l’escursione cambia passo. La pendenza comincia a farsi sentire, prima in modo dolce e poi con una serie di tornanti regolari su fondo che alterna terra battuta, ciottoli e roccia. Non ci sono passaggi tecnici o pericolosi, ma è una salita che richiede fiato e il giusto ritmo nelle gambe.

Il vantaggio di questa traccia è che la vista si allarga a ogni metro guadagnato. Alle spalle la Val Biandino si mostra in tutta la sua ampiezza, mentre davanti a noi la presenza costante è l’imponente sagoma delPizzo dei Tre Signori(2.554 m), la montagna simbolo di queste valli che segna lo storico confine tra le province di Lecco, Bergamo e Sondrio.

Vista rifugio Tavecchia e val Biandino durante la salita
Man mano che si sale possiamo ammirare la Val Biandino

In circa 1 ora e mezzo di cammino dal Rifugio Tavecchia si raggiunge la quota dei 1.988 metri alPasso Tre Croci, dove sorge ilRifugio Santa Rita.


Rifugio Santa Rita al Passo Tre Croci in Val Biandino
StarBox Rifugio Santa Rita Val Biandino

La Storia Mineraria e le StarsBox

Questa zona delle Orobie Lecchesi custodisce un passato industriale affascinante: fino alla prima metà del Novecento si estraevano qui ferro, barite e piombo argentifero. Camminando attorno al rifugio si notano ancora chiaramente gli imbocchi delle antiche gallerie minerarie, oggi dismesse.

Una curiosità moderna: proprio sul retro del Rifugio Santa Rita sono state posizionate dueStarsBox, particolari casette in legno con il tetto apribile concepite per chi desidera vivere l’esperienza di dormire in alta quota guardando le stelle.

La Sosta Enogastronomica al Rifugio Santa Rita

Arrivati sul crinale che separa la Val Biandino dalla Val Varrone, sorge la solita piacevole domanda: pranzare subito qui o proseguire verso il lago e mangiare al Tavecchia a fine giro?

Avendo ottimi ricordi della cucina (prima gestivano laMalga Ristoro Altino), ho scelto di fermarmi al Santa Rita. Nell’attesa che aprisse la cucina abbiamo fatto quattro passi tra le vecchie miniere e ci siamo goduti il panorama a 360 gradi che spazia dalla Valtellina alle Grigne.

Il pranzo in rifugio è stato decisamente uno dei momenti top della giornata:

  • Entrée:Un delizioso tortino di pane tiepido offerto dalla casa.
  • Primo:Un bel piatto dipizzoccheri fatti in casa, ricchi di sapore e ben conditi con formaggio d’alpeggio locale (personalmente li preferisco con un po’ più di verza, ma restano promossi a pieni voti).
  • Dolce:Una crostata artigianale con confettura, fatta a mano e perfetta per recuperare gli zuccheri.
IMG 9240
IMG 9241
IMG 9244

Anche il conto si è rivelatosorprendentemente contenuto e onesto, specialmente considerando che ci si trova in una struttura isolata a quasi 2.000 metri di quota dove la gestione della dispensa non è banale.


Dal Rifugio Santa Rita al Lago di Sasso (1.922 m)

Con lo stomaco pieno e le gambe riposate si riparte per la seconda parte dell’itinerario. Dal Santa Rita si imbocca la traccia segnalata che taglia a mezza costa il fianco della montagna mantenendosi in quota. In circa 30 minuti di traversata si raggiunge la conca delLago di Sasso.

Lago di Sasso in Val Biandino
Lago di Sasso ai piedi del Pizzo dei Tre Signori in Val Biandino

Consigli per la Traversata

  • Attenzione al Sentiero:Non si tratta di un percorso alpinistico, ma la traccia scorre lungo pendii ripidi ed èleggermente espostain un paio di punti. Richiede passo sicuro e un po’ di attenzione, soprattutto se l’erba o le rocce dovessero risultare umide.
  • Consiglio sul verso dell’Anello:Vi sconsiglio di fare il percorso al contrario (ovvero salire prima al Lago di Sasso per poi risalire verso il Santa Rita). La rampa che dal lago sale al rifugio è molto ripida e affrontarla in salita a fine giornata può risultare davvero massacrante. Meglio completare il giro sempre in discesa.

La Magia del Lago di Sasso

All’improvviso, la traccia incrocia la conca rocciosa e ilLago di Sasso (1.922 m)compare davanti agli occhi. Incastonato proprio ai piedi della parete nord del Pizzo dei Tre Signori, è uno dei laghi alpini più belli e fotografati della Lombardia. Nelle giornate estive d’agosto, le sue acque limpide e verde smeraldo creano specchi d’acqua spettacolari riflettendo le pareti di roccia circostanti. È il posto perfetto per concedersi una pausa rilassante prima di iniziare il rientro.

Il Rientro: Baite di Sasso e Ritorno al Rifugio Tavecchia

Dal lago si inizia la discesa definitiva verso il fondovalle. Il sentiero perde quota gradualmente attraversando pascoli alpini e sfiorando leBaite di Sasso, un piccolo gruppo di stalle e baite in pietra ancora utilizzate d’estate dai malgari per la produzione di formaggi tradizionali come il Faiolo o lo Svaress.

vista durante la discesa

È la parte più rilassante del trekking: con le gambe ormai stanche ci si gode il panorama aperto sulla valle ascoltando lo scorrere del torrente. In circa un’ora di cammino ci si ricongiunge al Santuario della Madonna della Neve e, in breve, al piazzale delRifugio Tavecchia, dove la Jeep attende per il rientro a Primaluna.

Come Equipaggiarsi per il Trekking in Val Biandino

Anche se il percorso è classificato comeE (Escursionistico), ci si muove pur sempre in un ambiente d’alta montagna attorno ai 2.000 metri. Ecco cosa non deve mai mancare nello zaino:

  • Calzature:Scarponi da trekking ben strutturati con suola scolpita (Vibram). Evitate scarpe da ginnastica a suola liscia.
  • Abbigliamento:Vestiario a strati, maglia tecnica traspirante e un guscio impermeabile o giacca antivento nello zaino per i cambi meteo improvvisi.
  • Protezione Solare:In quota il sole picchia forte: cappellino, occhiali da sole e crema protettiva ad alta protezione.
  • Acqua e Cibo:Almeno1,5 litri d’acqua a testa(ci sono fontane al Tavecchia e al Santuario, ma non lungo la traversata) e qualche snack energetico.
  • Bastoncini da Trekking:Utili in salita, diventano fondamentali per scaricare il peso sulle ginocchia durante la discesa dal Lago di Sasso.

Varianti e Itinerari per Escursionisti Esperti

Per chi ha buone gambe e desidera trasformare questa gita in un’escursione più lunga o di più giorni, dal Rifugio Santa Rita si aprono diversi collegamenti chiave delle Orobie:

Anello Esteso con il Rifugio Grassi:Dal Lago di Sasso è possibile deviare verso il Passo del Camisolo e raggiungere ilRifugio Grassi(1.980 m). Da “La Grassi” si scende poi nuovamente in Val Biandino verso il Tavecchia. Questa variante aggiunge circa 2 ore di cammino, regalando un giro ad anello completo e memorabile.

Ascensione al Pizzo dei Tre Signori (2.554 m):Per escursionisti esperti (EE). Dal Santa Rita o dal Lago di Sasso è possibile risalire le pietraie e le roccette della via normale fino alla croce di vetta, punto panoramico tra i più belli di tutta la regione.

Sentiero 101 delle Orobie e Rifugio Falc:Seguire la traversata in quota verso ilRifugio Falc(2.120 m) per poi scendere in Val Gerola toccando lo scenograficoLago di Tronae ilLago d’Inferno.



FAQ –

Si può fare il percorso con i cani?

Sì, ma èobbligatorio tenerli al guinzaglio. Lungo la valle si incrociano mucche e cavalli al pascolo, oltre a marmotte e stambecchi. Inoltre, il guinzaglio garantisce la massima sicurezza nei tratti più stretti del sentiero tra il Rifugio Santa Rita e il Lago di Sasso.

L’escursione è adatta ai bambini?

L’anello completo richiede circa 5 ore di cammino complessive ed è consigliato per bambini dai9-10 anni in su, purché già abituati a camminare in montagna. Con bambini più piccoli è molto meglio godersi la piana della Val Biandino passeggiando in tranquillità tra il Rifugio Tavecchia, il Rifugio ValBiandino e la Madonna della Neve.

Come e dove si prenota la Jeep?

La navetta si prenota telefonando direttamente alRifugio Tavecchia(Tel. 0341 981165) o alRifugio ValBiandino. È consigliabile chiamare un paio di giorni prima dell’uscita per verificare disponibilità e concordare l’orario di partenza dal parcheggio ex Norda di Primaluna. Un consiglio: consumate sempre qualcosa al BAR del rifugio, non è scontato avere questo strappo per la salita.

Si può fare il bagno o fare il campeggio al Lago di Sasso?

Bagno nel lago:Le acque del Lago di Sasso sono d’origine glaciale e estremamente fredde (anche ad agosto la temperatura sfiora i pochi gradi sopra lo zero). Non è un lago balneabile per motivi di sicurezza e ipotermia.
Campeggio:Il campeggio libero con tenda è vietato all’interno dell’area del Parco Regionale delle Grigne Settentrionali, salvo il bivacco notturno d’emergenza dall’imbrunire all’alba sopra il limite della vegetazione.

È possibile percorrere l’itinerario in Mountain Bike o E-Bike?

La risalita da Introbio al Rifugio Tavecchia lungo la sterrata di fondovalle è un classico percorso per MTB ed E-Bike. Tuttavia,l’anello alto (dal Santuario della Madonna della Neve al Rifugio Santa Rita e il traverso verso il Lago di Sasso) non è adatto alle biciclette: presenta pendenze molto elevate, gradoni rocciosi e tratti stretti dove la bici andrebbe spinta o portata a spalla.

Valutazione del Trekking

Difficoltà del Trekking

Bellezza del Paesaggio

Pranzo al Rifugio

Itinerari Alternativi e Collegamenti

Per gli escursionisti più esperti, esistono diversi itinerari alternativi che collegano il Rifugio Santa Rita ad altre località delle Alpi Orobie. Ad esempio, è possibile proseguire verso il Rifugio Falc, situato a circa un’ora di cammino, o intraprendere l’ascensione al Pizzo dei Tre Signori, una vetta che offre panorami spettacolari su tutta la regione.

Un altro percorso interessante è quello che conduce al Lago di Trona, passando per il Rifugio Trona Soliva. Questo itinerario offre viste panoramiche sulla Val Gerola e sulla Val Varrone, ed è particolarmente suggestivo durante la stagione estiva, quando la flora alpina è in piena fioritura

È possibile anche allungare il giro con un anello che ci porterà alRifugio Grassipassando per il lago di Sasso (circa 2h per arrivare a “La Grassi” come la chiamano i lecchesi), da dove si potrà scendere nuovamente al Rifugio Tavecchia. Questo percorso ad anello consente di vivere una giornata completa di trekking, scoprendo scorci panoramici diversi e immergendosi ulteriormente nella natura selvaggia della Val Biandino.

Torna in alto